La rassegna stampa del sabato

Stelvio Forever. Uno che ha scritto le colonne sonore di Anonimo veneziano e La polizia ha le mani legate, e per di più si chiama come una salita del Giro d’Italia, non dovrebbe mai deludere i suoi fan. Invece Stelvio Cipriani ha deciso di andare a suonare al primo congresso regionale del Movimento di Responsabilità Nazionale, quello dell’onorevole Scilipoti per capirci.

Benzina. Tutti contenti, soprattutto l’Anica, perché il governo ha ritirato il provvedimento relativo all’aumento di un euro per i biglietti del cinema. I fondi necessari per sostenere il tax credit verranno trovati grazie a una misura complessiva di aumento delle imposte sui carburanti. Lasciamo perdere che questa decisione, contestuale al reintegro del Fondo Unico per lo Spettacolo, passa sopra ogni discussione parlamentare e sopra la testa dello stesso ministro competente. Lasciamo perdere che i biglietti costano già di più nei multisala e per le proiezioni in 3D. Ma Michele Anselmi, sul Riformista, fa bene a non lasciar perdere i dettagli sulla reale destinazione delle risorse recuperate in questa maniera.

With a Little Help from My Friends. L’amico e collega Francesco mi segnala quella che a Report definirebbero una bella notizia. Il nuovo direttore editoriale di Duellanti, dopo che il fondatore Gianni Canova ha passato la mano, è il giovane Marco Toscano, giovane davvero, e non come si usa nel nostro Paese prossimo ai cinquanta. Auguri al nuovo direttore e complimenti a Canova per la scelta insolita e coraggiosa.

Qual è il tuo film preferito? Kristin Thompson (sì, quella di Bordwell e Thompson) parte da una domanda semplice e molto temuta per parlare di cose decisamente complesse: formazione di canoni, recency effect, ruolo degli intellettuali, posto del cinema nel sistema delle arti. Una domanda: i suoi dubbi sarebbero validi allo stesso modo nel contesto europeo?

One Comment

  1. manuel
    Posted 30 marzo 2011 at 09:28 | Permalink | Rispondi

    Beh due battute: la prima è che la Thompson alle feste anzichè divertirsi parla di Renoir e Tati, e si stupisce se la gente corre a farsi un drink.

    Ma più seriamente: anche se ci tiene a sottolineare che non c’entra nulla il “buon gusto”, mi pare che tutto il discorso c’entri con la classificazione. In particolare il cinema “storico” è poco considerato come arte (inevitabilmente ALTA, se no il problema non si pone) tra gli intellettuali americani, un’arte minore, un po’ snobbata o forse proprio ignorata.

    La thompson è sconvolta dal fatto che il cinema che lei considera “the best” (sostanzialmente quello non americano:Ozu,Jean Renoir,Sergei Eisenstein, Tati) non sia conosciuto tra gli highbrow. Noi abbiamo, mi pare, il problema opposto. Da noi QUEL tipo di cinema è quello legittimo tra gli higbrow, e il cinema americano viene snobbato; oppure, dal fronte opposto, viene esaltato in ogni sua forma, usato come arma contro il cinema “elitario” europeo.

    Per me si tratta di una battaglia tutta di gusto, e tutta tra gruppi sociali. Zizek se la ride declassando Fellini e Antonioni: “sono roba per intellettuali” (scritto da uno che usa Lacan con Marx per parlare di Hithcock…) e il vero cinema interessante italiano è la commedia erotica (urca!). Quest’atteggiamento è quello condiviso degli intellettuali cinici,quelli che non vogliono rientrare nel clichè europeo e guardano solo serie televisive o film “popular” perchè sono più snob degli snob. (meglo mass che mid, un po’ anni sessanta ma più o meno ci siamo)

    E mentre gli intellettuali discutono se sia meglio “i pugni in tasca” o “Grazie zia” noi continuamo a recensire ogni cosa su internet.

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