The Ward, John Carpenter, 2010

Venerdì scorso è uscito il nuovo film di John Carpenter. John Carpenter in sala. Che emozione. L’ultima volta che era successo una cosa del genere era il 2001 con Ghost of Mars. Io stavo a Bologna e mi ricordo che sono andato a vederlo il pomeriggio stesso del giorno d’uscita al Metropol. Si chiamava Metropol il vecchio cinema in via Indipendenza che poi ha chiuso? Mi sembra di sì. Se era quello, me lo ricordo molto bello. Ero con la mia ragazza dell’epoca e suo cugino. Ero eccitato come un bambino di anni sette nel giorno di Natale. Battevo le manine felice e mi sono presentato alla proiezione con mezz’ora di fantozziano anticipo. D’altra parte era normale: io avevo  24 anni e stavo preparando la tesi proprio su Carpenter, per cui era giusto avere quell’atteggiamento da hooligan del Cinema. Inutile dire che a me Ghost of Mars è piaciuto un bel po’ e che quelli che dicono il contrario non sanno dove stia di casa la decenza. Anzi, approfitto per dirvelo chiaro e tondo ora: andate a cagare. Comunque. Dopo Ghost of Mars, Carpenter s’è praticamente ritirato: ha diretto due episodi per la serie Masters of Horror (tra cui il bellissimo Cigarette Burns, che spezzava la schiena a tutti gli altri) e per il resto ha deciso di vendere i diritti dei suoi vecchi film, facendo (immagino e spero forte per lui) un bel po’ di soldoni. Che è una cosa giustissima. Soprattutto se pensiamo che Carpenter è sempre stato un totale incompreso dal punto di vista del botteghino a Hollywood. Cioè, ci potete credere che film come La Cosa o Grosso Guaio a Chinatown sono andati male al botteghino? No, ovviamente no. E invece è andata così. Per cui un fottuto genio del genere, a cui la sorte ha sorriso poco, raggiunti i 63 anni, dovrebbe starsene con le mani in mano tutto il giorno a fare quello che più lo aggrada e a guardare il suo conto in banca diventare gigantesco grazie ai brutti remake che fanno dei suoi capolavori. Che io posso pure salvare gli Halloween di Zombie, ma vi ricordo che c’è stato The Fog di Rupert Wainwright. E ci sono in ballo da tempo i prequel di 1997: Fuga da New York e de La Cosa. E invece John ha deciso di tornare a dirigere. E l’ha fatto con un film piccolino piccolino, che risponde al nome di The Ward – Il Reparto. E allora, sono andato il terzo giorno di programmazione (ho fatto tardi, ma avevo delle giustificazioni) con la mia maglietta di Essi Vivono e c’avevo il fremito nelle gambe. E quando si sono spente le luci in sala mi sono sentito dentro un brivido difficile da spiegare. E mi sembrava di essere tornato indietro nel tempo e a me quando mi capita di vedere dei film così penso a quando sarò famosissimo e farò delle interviste dove dirò delle frasi da incidere nel marmo come: “… vivevamo in un periodo bellissimo in cui c’erano i film di John Carpenter in sala e questo ci bastava!” . Poi, dopo un’ora e mezza, le luci si sono accese e io tutto a un tratto avevo un po’ di anni in più e m’era morto un sorriso in faccia. Si può parlare male di di un regista che hai amato con tutto il cuore? Si può parlare male di un uomo che ti ha migliorato sensibilmente la vita, inventandosi delle storie e dei personaggi che sono diventati parte integrante della tua fantasia e dei tuoi sogni. No. Non si parla male di John Carpenter. Non è giusto, cazzo. Non se lo merita lui e non ce lo meritiamo noi. Perché noi abitiamo in un mondo in cui quando esce un suo film non si parla d’altro. Un mondo più giusto e bello in cui Carpenter è uno degli dei del Cinema. E allora alzate il culo e andate a vedere The Ward. Se lo trovate brutto, c’avete ragione, ma potete sempre dire che è un passo falso nella filmografia PERFETTA di un genio del cinema.

IMDb | Trailer

5 Comments

  1. martin
    Posted 8 aprile 2011 at 13:26 | Permalink | Rispondi

    non c’è niente da fare, questo blog è la mia droga. cazzo, cazzo e cazzo.
    che totale sintonia di vedute sul cinema, che straorindarie affinità elettive. ah, la tauromachia.

  2. fedemc
    Posted 8 aprile 2011 at 13:34 | Permalink | Rispondi

    prendiamoci per mano e corriamo felici nei prati dell’amore del cinematografo!

  3. Thobia
    Posted 8 aprile 2011 at 13:59 | Permalink | Rispondi

    Ma quale film sbagliato? Ma fatemi il piacere… Ok, THE WARD non è un capolavoro, e allora? Il Maestro (perché di Maestro si tratta) deve per forza sfornarne uno ogni volta che si mette dietro la macchina da presa? Ma sarà, quest’uomo, libero di girare un filmetto comunque dignitosissimo, dopo 10 anni che non glie ne facevano più fare? Un uomo che, voglio ricordare, non è più un ragazzino (ha 63 anni e pure portati male a causa di una malattia degenerativa) ed ha scelto THE WARD perché gli dava la possibilità di lavorare in un ambiente ristretto, senza stancarsi troppo. E’ dal 1982, anno di uscita del suo capolavoro assoluto THE THING (grazie al quale, pare si sia beccato un tumore alla pelle) che è iniziato il calvario di Carpenter, guarda caso il primo film per una grande major, la Universal. Da allora solo e sempre stroncature con recensioni in alcuni casi ferocissime… Dopo la partecipazione di THE WARD al Toronto Film Festival dello scorso anno, ne ho lette davvero di tutti i colori: “horror osceno… film ridicolo… Carpenter farebbe bene a ritirarsi… Che fine ha fatto Carpenter?”… Insomma, cose da pazzi!!! Tanto per rispondere all’ultima provocazione: Carpenter ha solo voluto divertirsi un po’, realizzando un film “old style” pieno zeppo di atmosfere angoscianti su una sceneggiatura su commissione non certo straordinaria ma con musiche bellissime (di Mark Kilian?… mah, ho letto che John ne ha rivendicato la paternità e comunque totalmente in linea con il suo stile). Ecco che fine ha fatto Carpenter…
    E invece l’ingrata Hollywood cosa fa? Da 2 soldi a lui per girare il suo nuovo film e ne sforna a milioni per realizzare i remake dei suoi vecchi capolavori. Sì perché, cari non vedenti, di capolavori il buon John ne ha diretti tanti… Di tutti i registi viventi non credo ci siano colleghi che possano vantare nella propria filmografia il suo stesso rendimento qualitativo!

    Insomma, alla seconda visione (il solito mio piccolo contributo che, oltre a soddisfare il piacere personale, mi sento di dover dare ogni volta che esce un film di John Carpenter nelle sale, perché so sarà puntualmente snobbato dal grande pubblico che si fionderà a vedere SCREAM 4) la mia recensione di THE WARD è assolutamente positiva e per nulla di parte. Di parte, semmai, sono le stroncature di chi si ostina a non vedere/capire (forse gli occhiali di THEY LIVE potrebbero loro aprire gli occhi) il talento di questo straordinario regista.

  4. fedemc
    Posted 8 aprile 2011 at 14:02 | Permalink | Rispondi

    hai ragionissima thobia!
    pensa che c’è anche chi commenta i post senza leggerli!

  5. Posted 8 aprile 2011 at 21:55 | Permalink | Rispondi

    Ancora The Ward non l’ho visto ma ti do ragione sulla fiducia. Del baffo non si può proprio parlar male e Ghost of Mars, vaffanculo tutti, spacca cazzo!

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  1. […] tempo parliamo un po’ di gnocca. Visto che l’abbiamo ignorata nel post dedicato a The Ward, il film di John Carpenter, in cui si riesce a non mostrare neanche una tetta nonostante ci sia una […]

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