Un corto per ogni canzone: il Cinematic Pop dei Grimoon

Nel mondo della musica indipendente i francoveneti Grimoon sono abbastanza conosciuti: in otto anni di vita hanno fatto numerosi concerti in Italia, Europa e Stati Uniti, hanno pubblicato tre dischi e un ep. Ma, dal 2004, hanno deciso che la loro passione per le immagini in movimento doveva essere assecondata e quindi hanno prodotto numerosissimi video e due lungometraggi, La lanterne magique (2006, uscito insieme al disco omonimo) e Neera (del 2010, insieme al disco Super 8).

Esce in questi giorni la prima raccolta di video della band, Cinematic Pop, per la Macaco Records, etichetta che da sempre pubblica il materiale dei Grimoon. Quindici videoclip e un breve documentario che racconta il processo creativo che sta dietro a queste creazioni testimoniano innanzitutto la grande passione che anima il gruppo, ma danno anche la possibilità di riscontrare la cifra stilistica comune ai prodotti e, soprattutto, dimostrano la crescita della band in termini musicali, ma – visto quello di cui stiamo parlando – anche nel campo delle arti visive. I video, ordinati in senso cronologicamente inverso nel menù del dvd, hanno tutti un tocco naif molto sincero con il quale vengono messe in scena piccole storie: gatti che pianificano una rivoluzione, posate antropomorfe che cercano una saldatura, passioni e tradimenti tra i membri di un circo. Ma, soprattutto nei video più recenti, non ci si accontenta di sommare una trovata grafico-estetica a una piccola scintilla narrativa: i videoclip dei brani di Super 8, per esempio, tracciano un breve ma solido arco narrativo, usato come struttura sulla quale impiantare un racconto completo, con i suoi ritmi e i suoi personaggi. C’è la voglia di raccontare una storia e di affascinare, senza prescindere dalla musica, ma evitando di rendere le immagini ancillari a quest’ultima: per esempio, la band non compare mai nei video mentre suona, anche perché questi corti vengono proiettati ai concerti della band stessa.

L’abilità di Solenn Le Marchand (che nella band canta e suona le tastiere, mentre si occupa principalmente della regia dei video) e di Alberto Stevanato (voce e chitarra e scenografo/modellista/attore nei video) sta nell’ingegno creativo: i video sono basati su idee semplici ma d’impatto e sono materialmente fatti in casa, per lo più. Con fil di ferro, cartone, colla, sabbia, garza, plastilina e tanta pazienza i due (con l’aiuto sul set degli altri membri della band) creano mondi credibili usando retroproiezioni e retroilluminazioni, la sempre valida (ma faticosissima) tecnica dell’animazione a passo uno, e, talvolta, il super8: un formato ora costosissimo, ma che al di fuori di tendenze modaiole e passatiste ha effettivamente una sua cifra estetica pressoché unica. Un artigianato di qualità, insomma, semplice e diretto. Niente meta-, niente post-, solo immagini e musica per raccontare (molto spesso bene) una storia. Non è poco.

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