Fast & Furious 5, Justin Lin, 2011


Ci si sente anche un po’ scemi a spendere gran parte delle proprie serate a dire ai propri amici “Oh, ti giuro che Fast & Furious 5 è proprio un bel film!”. La gente, i miei amici, ridono, mi guardano con aria compiacente e tagliano corto: “Immagino!”. Io non so che dirvi, miei cari. Spero che il 7.8 su IMDb, il 78% su Rotten Tomatoes e le varie recensioni che si leggono in giro in questi giorni siano più convincenti dei miei discorsi al bar. Mi scoccia un po’, ma spero sia così. Finirà che andrete a vederlo, uscirete contenti e mi troverete fuori dal cinema con un cartello con su scritto a caratteri cubitali: “Te l’avevo detto!”. Fa molto strano rendersi conto che questo franchise, dato per spacciato al terzo film, sia ancora incredibilmente in piedi e che anzi, proprio con questo quinto capitolo, abbia raggiunto l’apice della propria forma. Il merito è di diversi fattori. Il primo è il signor Justin Lin, regista nato a Taiwan ma naturalizzato americano, che è stato messo dietro la macchina da presa proprio per il terzo capitolo, quel The Fast & The Furious: Tokyo Drift che urlava exploitation da ogni fotogramma e che ancora oggi risulta essere totalmente esterno al resto della saga, e che oggi appare come uno dei migliori registi action in circolazione. Tra l’altro grazie agli incassi di questo suo ultimo film è entrato definitivamente nelle grazie della Hollywood che conta visto che gli sono stati affidati due progetti piuttosto grossi come il prossimo Terminator e un probabile reboot di Highlander. Justin Lin qui non sbaglia nulla: ogni sequenza action – e ce ne sono giusto un paio – è semplicemente perfetta. E, come ha notato ovviamente il Cobretti Nanni, in questo film ci siamo finalmente liberati di quello che fino ad ora era sempre stato al centro del plot, ovvero le corse clandestine di macchine zarre. Anzi, addiritturta ci si permette il lusso di metterne una in ellissi. Tanto di cappello, Justin. Non solo per questo, ma anche perché c’è sprezzo del pericolo, fantasia e perfetta gestione dei tempi.

l'imbattibile formula "balottona"

l'imbattibile formula "balottona"

Il secondo fattore vincente della pellicola è la formula I Mercenari. Qui ritroviamo tutti i protagonisti dei film precedenti (eccezione fatta per quel povero giandone di Lucas Black. Indovinate? Il protagonista di Tokyo Drift). Oltre al ritorno di Vin Diesel (moooooooooooolto più in parte che nel precedente Fast & Furious: Solo Parti Originali), c’è il solito Paul Walker, la solita Jordana Brewster, Matt Schulze, Tyrese Gibson, Ludacris, Sung Kang, la coppietta comica Don Omar & Tego Calderon. Insomma, tutti quelli dei film precedenti in un film solo. E poi c’è lui: Dwayne The Rock Johnson. Colui che, esattamente come Vin Diesel, quando aveva il mondo dell’action ai suoi piedi aveva rischiato di mandare tutto a puttane facendo L’Acchiappadenti.  (per Vin c’era stato Missione Tata): The Rock, che quest’anno ha deciso di tornare a dire forte la sua pure nella WWE, qui equivale a un’iniezione di NOx in una macchina già lanciata ai 220 all’ora in discesa. Il momento in cui i due si fronteggiano per la prima volta faccia a faccia, senza mai entrare realmente in contatto (cioè, che non se menano. Ma non temete che prima o poi se menano), è superlativo. Adesso vi prendete cinque minuti del vostro tempo e vi guardate un po’ di questo video che documenta il momento in cui The Rock è tornato, dopo sette anni di assenza, nel mondo del Wrestling.

Guardate quanto cazzo è carico. E la prima parola la pronuncia dopo cinque minuti e 16 secondi. Immaginatevelo con questa carica di fronte al Vin Diesel dei bei tempi andati. Niente, io mi emoziono solo a scriverlo. La royal rumble di attori non serve solo a fare caciara e a riempire di gente forte il film. Fast & Furious 5 è anche scritto molto bene. Ogni personaggio ha un suo piccolo sviluppo, una caratterizzazione veloce, ma efficace. In più, visto che come abbiamo detti si è abbandonato il plot gare di macchine, parliamo di un film collettivo di rapina. Una sorta di Ocean’s Eleven stracazzuto. C’è l’arzigogolato piano, i buoni, i cattivi, l’imprevisto. Non manca nulla. Il tutto per altro gestito bene anche dal punto di vista del tono. Lo script di Chris Morgan si concede qualche momento leggero, quando non apertamente comico (vedi la sequenza in cui bisogna prendere l’impronta della mano del megacattivone), ma ha anche il coraggio di prendersi spesso sul serio lasciando aleggiare un’aria decadente e tristona. Certo, Paul Walker è veramente il peggior attore di sempre, l’unico forse capace di oscurare il talento naturale di Joseph Fiennes. Certo, pure Elsa Pataky non scherza nulla in quanto a scarsitudine, ma ci si può passare tranquillamente sopra. In più c’è Gal Gadot che è una delle donne più belle che io abbia mai visto su grande schermo. Un bellissimo film action. Per certi versi impeccabile. E una sequenza come quella finale, fatta così, non si vede spesso al cinema. Fidatevi.

C'è tensione nell'aria.

C'è tensione nell'aria.

IMDB | Trailer

BONUS: The Onion News Network ha intervistato lo sceneggiatore Chris Morgan. E ha scoperto che ha cinque anni. E che sta lavorando per fare almeno 600 seguiti.

3 Trackbacks

  1. By Vitaminic – Bang, bang! Shoot, shoot! on 18 maggio 2011 at 15:00

    […] con Vin Diesel e gli altri guaglioni della serie. Secondo il nostro FedeMC, che ne ha scritto sul blog, questo è il migliore dei film F&F: la redazione del programma, però, è divisa tra un […]

  2. […] una volta. Ancora una volta quella brutta sensazione provata dopo la visione di Fast And Furious 5. Ok, io sono un bambinone tamarrone che ci piacciono le esplosioni e i film forti, ma qui […]

  3. […] Fast & Furious 5, J. Lin […]

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: