Il punto sul corto animato italiano contemporaneo

Nella puntata di questa sera di Seconda Visione, oltre alle solite lettere delle ammiratrici di Tommaso, ai film in scaletta, ai trailer e a “Dammi solo un minuto”, farà la sua comparsa la parola gratis. Vi regaleremo, infatti, una copia di Animazioni – Cortometraggi italiani contemporanei, un dvd curato da Paola Bristot e Andrea Martignoni, che presenta alcuni corti di una dozzina di autori. Se volete saperne di più, continuate a leggere…

Corredato da un bel libretto, ecco gli autori presenti nel dvd, uscito da pochissimo per Ottomani Laboratori e WComix.

Michele BernardiSenza testa (2009)
Un corto surreale e decisamente angosciante su un “collezionista di teste”; cinque minuti di forte impatto, realizzati con la tecnica del rotoscope, in cui Bernardi (che ha lavorato anche in ambito musicale) ha fatto tutto, dalla regia alla musica, dalla sceneggiatura all’animazione.

BluFino e Muto (2008)
Il secondo titolo del dvd ci dà già il motivo per averlo. Blu, meglio di ogni altro autore presente in questa rassegna, riesce a coniugare al meglio tecnica e senso narrativo, supplendo con un’inventiva eccezionale ai momenti in cui la storia diventa del tutto incomprensibile, nel senso di imprendibile. Se in Fino ci sono dei momenti in cui si vede che la sperimentazione è ancora fine a se stessa, Muto è uno dei capolavori assoluti dell’animazione: pensate solo che Blu l’ha realizzato dipingendo dei muri di Buenos Aires e animandoli. Nel libretto si usa l’aggettivo “titanico”, e a ragione. Splendido.

EricailcaneIl Galeone (2005) e Il numero delle bestie (2009)
La musica dei Ronin (insieme a quella di Carlomargot nel secondo corto) è la base di questi due lavori (realizzati a passo uno) dell’ormai arcinoto Ericailcane. Il primo cortometraggio è il videoclip della canzone da cui prende il titolo, è interessante ma non conquista; nel secondo, invece, il tema “animalesco” così caro a Ericailcane viene fuori in maniera affascinante, con evidenti richiami alle animazioni dell’Europa orientale.

Magda Guidi – Sì, però… (2000) e Ecco è ora (2004)
I due lavori della Guidi presentano le stesse caratteristiche: un senso poetico e pittorico profondo, che esprime una decisa personalità artistica, pienamente formata. Il tutto, però, viene messo in scena con legami assai flebili: è vero che l’artista ha intenzione di mettere in scena cose come la memoria, il sogno e l’immaginazione, ma per questo c’è bisogno di una forte capacità di fascinazione. Nei pur bei cortometraggi, invece, talvolta ci si perde nei colori e nelle forme, dimenticando il senso generale di quello che si sta guardando: ma forse questo può anche essere visto come un complimento.

Igor ImhoffPercorso #0008-0209 (2009)
Con un’occhio all’arte contemporanea, il corto di Imhoff (che cura tutto del suo lavoro) ha una base tecnica complicatissima, che mischia modi diversi di disegnare e animare. La base narrativa è scandita da una musica tipo carillon che scandisce degli accadimenti che si svolgono su un percorso secondo un processo di azione-reazione. Ipnotico e anti-narrativo.

Ignazio Morello – Marco (2005)
Questo è l’unico cortometraggio con delle parole: si racconta dell’amicizia tra due ragazzini con disegni volutamente grezzi e “primitivi”. Narrativamente è compiuto, con qualche strizzatina d’occhio di troppo alla “poetica delle piccole cose” che, Amèlie, tu sia maledetta!, rischia di mandare tutto in sollucchero. Le cose funzionano, però.

Virginia MoriIl gioco del silenzio (2009)
La Mori usa la tecnica della matita su carta per presentarci un personaggio fragile ed esile: ma la protagonista del cortometraggio è forse troppo fragile ed esile, quasi che l’autrice sia rimasta incantata dalla sua figura e si sia un po’ dimenticata di quello che voleva raccontare di lei. Rimane, comunque, il fascino estetico e un accompagnamento musicale leggermente inquietante, funzionale alla storia che (forse) si voleva raccontare.

Niba, Matteo GiacchellaContrappassouno (2006)
Il corto in questione potrebbe essere definito come un’installazione animata: la base narrativa è ovviamente il mostro di Frankenstein, ma gli autori si divertono a giocare (sin dal titolo) con l’animazione a passo uno, muovendo bambole, pompe di benzina e altri oggetti esistenti (e mantenuti come tali nelle loro caratteristiche); in molti altri casi l’atto creativo sta nel reinventare gli oggetti, dotandoli di una nuova vita. Grottesco e surreale.

Saul Saguatti, Audrey CoïanizTransit-city #02, Roma Astratta (2008)
Anche qui siamo dalle parti dell’arte contemporanea, con un corto basato sulla fotografia e sulla rielaborazione di immagini di Roma che trasfigura completamente la metropoli, riprendendone gli scorci più famosi e modificandoli. Il contributo della colonna sonora, musica e rumori, è essenziale per il più sperimentale dei lavori presenti sul dvd.

Donato SansoneLove Cube (2004) e Videogioco: a loop experiment (2009)
I corti di Sansone sono assai diversi tra loro: il primo è un’animazione in 3D dove due cubi mettono in scena il percorso amore-sesso-tradimento-sangue, con una forma sfacciata e volutamente grezza, con dei momenti politicamente scorretti e forsennati che ricordano alcune cose di Plympton. Il secondo, invece, è una follia pura: un cortometraggio animato solo attraverso lo spostamento di foglietti di carta, linguette e ritagli sparsi su una grande superficie, seguita dalla macchina da presa. Insieme a Muto di Blu, è il cortometraggio che ti fa pensare “Ma come accidenti gli è venuto in mente?” una volta finito.

Alice e Stefano TambelliniL’insalata del diavolo (2010)
Interessante esperimento di corto su commissione: realizzato a passo uno per l’Ufficio del Turismo di Borgo a Mozzano, il film racconta brevemente la leggenda del locale “Ponte del Diavolo”, usando pochi mezzi con intelligenza.

Gianluigi ToccafondoLa piccola Russia (2004)
I sedici minuti di Toccafondo sono eccellenti: la tecnica è la solita, che fonde il filmico, l’azione su pellicola, il trattamento grafico, la fotocopiatura, eccetera, eccetera, eccetera. Ma è la storia che conta: Toccafondo ha voluto raccontare, spingendo talvolta sull’associazione libera e altre volte su più consueti meccanismi narrativi, la storia di una famiglia nella zona tra Romagna e Marche che, fino a trent’anni fa, guardava alla grande URSS come modello di uguaglianza e pace sociale. Tonalità (cromatiche ed emotive) scure e un grande sforzo produttivo, sostenuto anche da Arte France.

Virgilio VilloresiJ (2009)
Il corto che chiude il dvd mescola riprese dal vivo e animazione, basando il tutto su un’estetica surrealista rigida dal punto di vista cromatico: il bianco e il nero di Villoresi richiamano innumerevoli film degli anni ’20, ’30 e ’40, ma d’altro canto i rimandi sono anche alla pittura metafisica e al classico Alice di Carroll. Un cortometraggio molto sicuro di sè, che promette e non disattende.

One Comment

  1. rocco
    Posted 1 febbraio 2012 at 14:49 | Permalink | Rispondi

    Vorrei sapere dove è possibile comprare il DVD Animazioni la cui segnalazione mi è arrivata dalla francia, ma che non trovo in italia.
    Potreste darmi le indicazioni necessarie’
    Grazie
    rocco

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