Paul, Greg Mottola, 2011

Dell’ultimo film di Greg Mottola, ma quel “di” stavolta andrebbe associato a pari merito ai protagonisti e sceneggiatori del film, Simon Pegg e Nick Frost, si possono dire due cose quasi certe: che diverte, ma non appassiona. Molto banalmente, l’ora e mezzo scorre facilmente, con numerose risate: ma sono appunto le risate (e la speranza spesso esaudita di farne ancora) che tirano avanti il film, insieme alla pletora di citazioni (sovente divertenti anche loro) di cui il film è infarcito.
Questo è un peccato: perché la storia di Graeme e Clive, Englishmen in the West e per di più super nerd, potrebbe essere interessante. Dopo essere stati al ComiCon, affittano un camper e fanno un “alien tour” nel Midwest, visitando vari siti cari a ufologi e teorici del complotto, come l’Area 51 e simili. Se non che incontrano un alieno, che (e questa è una bella trovata) è esattamente quell’alieno, come noi tutti ce lo immaginiamo: verdastro-grigiolino, testa triangolare e occhi grandi, corpo piccolo e superpoteri. Dall’incontro con Paul in poi, gran parte della sceneggiatura poggia in maniera assai lieve sui canoni del road movie, quale Paul potrebbe essere considerato, e avvia invece un ping-pong di rimandi continui tra la conoscenza popolare e condivisa intorno al tema alieni (da Roswell a Star Wars) e la “realtà” che incarna Paul.

Suggerisce poco, Mottola, e mostra molto: si disinteressa comunque alla caccia nei confronti dell’alieno, mettendolo invece in situazioni comiche divertenti, ma poco collegate l’una all’altra. L’unica trovata di sceneggiatura, una volta completato il set-up, è l’introduzione di un bizzarro personaggio femminile, Ruth (Kristen Wiig), una creazionista cristiana estrema nei confronti del suo credo più o meno quanto Graeme e Clive lo sono nei confronti del loro, fumettistico e filmico. Nonostante il film proceda e la “caccia all’alieno” debba stringere, questo non accade: si rimane legati al film perché i protagonisti sono buffi, impacciati e condividono con noi del collettivo diversi lati caratteriali e manie; si rimane legati al film per il contrasto tra la concretezza dell’alieno e le sue origini spaziali; si rimane legati al film per un gioco sottinteso tra sceneggiatori/protagonisti e pubblico che consiste nell’azzeccare le citazioni disseminate qua e là. Tuttavia viene un po’ lasciata da parte la storia, il che non è bello, per quanto obiettivamente divertente Paul sia.

IMDB | Trailer

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  2. By Vitaminic – Terroristi, alieni e bambini on 8 giugno 2011 at 15:19

    […] Il secondo è stato Paul, di Greg Mottola. Due nerd inglesi (Simon Pegg e Nick Frost, che sono anche sceneggiatori del film, e si vede) vanno in giro per gli USA a fare un “alien-tour” e incontrano l’alieno del titolo. Citazionista ai massimi livelli, diverte ma non convince fino in fondo, lasciando per strada molte potenzialità. Abbiamo scritto recentemente anche di questo film: trovate il post relativo qui. […]

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