X-Men: L’Inizio, Matthew Vaughn, 2011

Giovani assemblati un po' alla carlona con photoshop. Però giovani!

Giovani assemblati un po' alla carlona con photoshop. Però giovani!

Alla Marvel sono veramente tutti matti. Mentre il mondo intiero, oggi come oggi, data astrale 2011, ha sdoganato i comics, nel momento in cui anche il mio portinaio sa che i fumetti dei supereroi “sembrano cose per bambinetti, ma nascondono in realtà temi di rara maturità”, loro rigirano la frittata e mi diventano teen. Il primo segnale c’è stato con il reboot di Spider-Man. Sam Raimi si sbatte come un pazzo, fa diventare il cinecomics una cosa da adulti, e loro cosa fanno? Buttano via tutto e ricominciano da zero, affidando la rinascita del tessiragnatele a quel mostro maledetto che ha diretto (500) Giorni Insieme, virando tutto verso un pubblico più giovane. Thor, che il sottoscritto ha molto apprezzato, ha un evidente lato fanciullesco adolescenziale (tutto esplicitato con la storia d’amore Thor <3 Natalie e con l’insopportabile di Kat “ti ho taggato su Facebook” Dennings). E adesso arriva il reboot dei mutanti: X-Men: L’Inizio.

Emmò bbasta co' sti vecchi! Vogliamo i giovani!

Emmò bbasta co' sti vecchi! Vogliamo i giovani!

Vi ricordo in fretta e furia che gli X-Men era un progetto seriosissimo degli esordi produttivi della Marvel al cinema. Filmone faraonico affidato a Bryan Singer, cast stellare con premi Oscar come Halle Berry pronta a immolarsi per la causa (leggi mettersi un mantello e le lenti a contatto bianche), tutto in nome della serietà dei “testi originali”. Poi, com’è noto, Singer è andato a dirigere il film su Superman più noioso mai girato e al timone degli X-Men è arrivato Brett Ratner. Brett Ratner… La tragedia l’abbiamo toccata con lo spin off dedicato a quella cartolaccia di Wolverine, Hugh Jackman colle big basette e il sigaro. X-Men Le Origini – Wolverine, progetto coccolatissimo e sulla carta compitino facilissimo da svolgere, era di una sciatteria e di una noia sinistra. Un fallimento su tutta la linea. E dire che si era partiti in quarta con: “se va bene questo, facciamo le Origins di tutti i personaggi più fighi. Anzi, Ian McKellen/Magneto, preparati che il prossimo sei tu!”.

Uno degli uomini più fiki del mondo. Una roba disturbante...

Uno degli uomini più fiki del mondo. Una roba disturbante...

E invece nulla. Si rischiava di aver perso i mutanti x lungo la strada per colpa di un ginepro come Brett Ratner e di quell’altra roba brutta lì. Nel frattempo però è arrivato Kick Ass. Fumetto megamainstream di Millar e Romita Jr., travestito da cosina un po’ underground, nato per diventare un film e spaccare tutto. Cosa che puntualmente è accaduta grazie alla regia di Matthew Vaughn, il quale è riuscito a rendere al meglio le aspirazioni, i sogni e i desideri di un teenager wannebe superhero. E allora alla Marvel c’è stata una riunione in cui uno s’è alzato e ha detto: “Uè, amici e colleghi della Marvel, gli X-Men alla fine spaccaveno. Prima che arrivasse quel fagiano di Ratner, era un progetto a cui credevamo molto. Secondo me vale la pena di rilanciarlo. E c’ho anche l’ideona. Sentite qui: reboot! Eh? Ripartiamo da zero e ci giochiamo anche la carta teenager! Basta con questi attori anzianissimi tipo di 34 anni! Puntiamo sulle nuove leve: gente di al massimo 21. Massimo! Oh, se vedo uno di più di 21 anni sul set, mi incazzo, sia chiaro!”

Maccosa sto pupazzone tenerone, dai...

Maccosa sto pupazzone tenerone, dai...

E quindi s’è scelto il regista che ha lavorato già coi supereroi giovani, carini e problematici. E quindi s’è scelto di ripartire da zero e di puntare sui ragazzini. Già alla visione del primo trailer, l’aria da teen movie era evidente. Ora che l’abbiamo visto, possiamo dire che X-Men: L’Inizio punta esattamente in quella direzione. E fa bene visto che è il più bello di tutta la serie. Ma state attenzione! Diventando teen non s’è scelto però di abbassare, semplificare le cose, facendo diventare il tutto  una specie di Twilight con Magneto. Semplicemente s’è trovata la giusta chiave di lettura per il lato soap e quello love story della faccenda, spunti fondamentali del fumetto. Il rapporto d’amore e odio tra il giovane Professor Xavier (James McAvoy. Figo ma sotto sotto secondo me c’ha un po’ la buzzetta e quest’anno, alla prima prova costume, i suoi amici lo molteggieranno) e il cattivissimo Erik Lehnsherr/Magneto (Michael Fassbender, aka l’omosessualizzatore), le prime pulsioni e gli innamoramenti di Hank McCoy/La Bestia (il ragazzino di About a Boy, Nicholas Hoult) o delll’arrapatissima Mystica (Jennifer Lawrence), oggi funzionano di più. E l’atmosfera da festa delle medie viene stemperata – e al tempo stesso arricchita – dall’ambientazione temporale molto sixties. La cosa, oltre ad alzare di millemila punti l’effetto stilosità su certe mise che sfoggiano personaggi come Emma Frost (la povera January Jones, insultata per la sua recitazione anche da Damen Lindelof) o da Michael Fassbender che con giacchetta di pelle, occhiale da sole e maglione aderente a collo alto è uno degli uomini più fighi che il grande schermo abbia ospitato negli ultimi anni, richiama molto da vicino il dimenticato spy story .

poi ti amo poi ti odio poi ti amo poi ti sfido a scacchi e poi stermino gli umani

poi ti amo poi ti odio poi ti amo poi ti sfido a scacchi e poi stermino gli umani

C’è anche una buona gestione a livello di sceneggiatura dei molti personaggi che affollano il film (in preparazione a I Vendicatori, questo era un test importante. Qui si riesce quasi a non sacrificare nessuno), due o tre sequenze action decisamente ben girate e uno sviluppo dei temi “alti” della storia (l’emerginazione, la diversità, l’accettazione di sé). Certo, a tratti il tutto risulta un po’ troppo didascalico, ma in fondo onesto e necessario in vista di probabili seguiti. Le pecche più grosse sono a mio avviso legate ad alcuni effetti speciali fin troppo pacioccosi, come quelli de La Bestia o Emma Frost. Impossibile poi non notare l’incredibile somiglianza tra Kevin Bacon (piuttosto a suo agio nei panni di Sebastian Shaw) e Emanuele Filibertto di Savoia. In conclusionissima: non fate gli snobbettini e andate a vederlo che è molto divertente. Piccola particina azzeccata per Hugh Jackman, ma soprattutto cameo di Michael Ironside. E il mondo automaticamente diventa più bello.

IMDb | Trailer

La mia amica Danielina Puppaforte realizza i miei desideri inespressi sul Photoshop. Grazie Dani.

La mia amica Danielina Puppaforte realizza i miei desideri inespressi sul Photoshop. Grazie Dani.

One Comment

  1. ermanno mctiernan
    Posted 18 giugno 2011 at 11:24 | Permalink | Rispondi

    boh…
    se non fosse per i cameo, michael l’omosessualizzatore e qualcosina nel finale a me è sembrata un po’ una poverata.
    come a suo tempo mi sembrò kick ass…

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  1. […] filodrammatica – Zoë Kravitz per X-Men: l’inizio – Alba Rohrwacher per Sorelle mai – Paola Cortellesi per Maschi contro femmine e Nessuno mi può […]

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