Captain America: il Primo Vendicatore, Joe Johnston, 2011

C’è poco da fare: uno può anche essere un mega appassionato di comics, ma Capitan America non è uno di quei supereroi che ti fa tantissima simpatia. Ammetto che, se torno indietro con la memoria, quelle alette un po’ così sulle orecchie, lo scudo con la stella e quella biondaggine senza senso, ti conquistano fino ai 7, 8 anni. Massimo. Poi, il suo essere un dannato saputello senza macchia e senza paura, annoia a morte. Certo, è un personaggio importantissimo e alla fine te lo ritrovi un po’ ovunque, ma vuoi mettere con i tormenti adolescenziali di un Uomo Ragno? Lo vogliamo paragonare alla famiglia tutta matta dei Fantastici 4? Non c’è gara. Un po’ la stessa cosa che succede con Topolino e Paperino: il giornalino si chiama Topolino, è il più famoso di tutti, ma il 98% dei bambini (sani di mente) del mondo preferiscono il papero. Questo per dire che dal film dedicato al First Avenger, non mi asopettavo più di tanto. E invece, evidentemente, sbagliavo. Quello che dovrebbe essere l’ultimo tassello prima dell’uscita de I Vendicatori è un buonissimo film, decisamente convincente, di quelli che esci e fai finta di avere uno scudo immaginario in mano che “poi lo lanci – fiuuuuuuuuuuuuuu – e sconfiggo tutti i cattivi e il Teschio Rosso muore!”

Spoiler: i cattivi periscono

Spoiler: i cattivi periscono

Conquista in primo luogo l’aria super old school della faccenda. Capitan America (che per tutto il film –  NON SI SPIEGA COME – viene chiamato Captain, allammerigana…) sembra un vecchio film d’avventura, con uno spirito fieramente all’Indiana Jones. E guardando alla carriera di Joe Johnston i punti di contatto con Spielberg non mancano di certo. Correttamente opposto al patinato e luccicante futurismo di Iron Man, in Capitan America vince un azzeccatissimo e fanciullesco sense of wonder, dai colori e dai contorni ben definiti che si specchiano negli occhi del marcocefalo Chris Evans, pre siero del supersoldato. Andiamo con ordine: durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre un cattivissimo nazista vaga per l’Europa alla ricerca di manufatti magici con cui conquistare un immenso Potere, noi seguiamo la vita del povero Steve Rogers. Il nostro vorrebbe partire per il fronte insieme al suo migliore amico Bucky (Sebastian Stan) per farsi valere e difendere la Giustizia e il Bene, ma il suo infelice fisico non glielo permette: anche se ha un coraggio da leone e una bontà d’animo invidiabile, è bassissimo, magrissimo e pure un po’ rachiticissimo. Ma nel paese delle occasioni, Steve incontra la sua occasione. il tutto avviene durante la Fiera delle Scienze, evento organizzato da Howard Stark (padre di Tony, aka Iron Man). Il geniale scienziato ha infatti aiutato una magnifica mente germanica, quella del dott. Erskine (Stanley “sono bravissimo” Tucci), ha brevettare il siero del supersoldato. Ovvero? Grazie per la domanda. Niente: una roba che se sei rachitico te lo iniettano e diventi fighissimo e fortissimo. Insomma, un siero in grado si aumentare tutte le tue caratteristiche. Questo vuol dire che se entro di te urge uno spirito di Giustizia e di Bene, dopo il trattamento sarai ancora più Giustizia e Bene! Ed è così che nasce l’eroe più americano del mondo intiero. Il quale poi, per farla molto breve, sconfigge i cattivi.

"oh, ci son rimasto male che mi dicono che c'ho il testone..."

"oh, ci son rimasto male che mi dicono che c'ho il testone..."

Joe Johnston è un gran bell’omino di cinema, in grado di apparire solo come “un semplice e onesto artigiano”, ma in realtà appropriandosi totalmente del film. Oltre ad aver imposto, come già detto, questo tono a metà strada tra il film d’avventura e la fiaba semplice (quando non semplicistica), riesce a dare soddisfazioni a noi amici nerd e al tempo stesso a sviluppare ciò che più gli interessa. Occupiamoci subito del lato nerd (e qui basterebbe in realtà citare i nostri fidati amici del regno di Latveria che hanno scritto un gran bel pezzo sul film): le origini del personaggio sono rispettate – anche se ci sono elementi esterni e inventati ad hoc per la versione cinematografica – e in più vengono buttati lì quelle due o tre cosette per appassionati che quando fai un film del genere non ti puoi dimenticare. Citazioni all’immortale Marvels di Alex Ross, la gallery di vestiti e scudi del Cap o i riferimenti all’Howling Commando (quando appare Dum Dum Dugan, il mio cuoricino ha perso un battito) sono elementi ovviamente non funzionali alla storia, ma che ti fanno capire di che pasta è fatto questo film. A questo va aggiunta la capacità di Joe Johnston di rendere al meglio l’idea di comics “primitivo”. Forse l’esempio massimo di questa sua capacità è sintetizzata nel bellissimo racconto flashback di Styanley Tucci, in cui viene mostrata la genesi del Teschio Rosso, che equivale veramente a sfogliare due vecchi numeri di Capitan America chiuso nella cantina dello zio. Per quanto riguarda la sceneggiatura: si è scelto di dare largo spazio alla genesi del personaggio (Chris Evans macrocefalo), sacrificando un po’ la seconda parte della pellicola (jeppette che esplodono), ma la parte più interessante è quella centrale, in cui si fa piazza pulita della possibile bidimensionalità del personaggio. Questo avviene giocando proprio con l’idea propagandistica che si ha solitamente di Capitan America, che viene qui distrutta per poi ripartire da zero e accelerare nel finale ed infine tirare i remi in barca con l’ultima, ultimissima battuta del protagonista, inaspettatamente (ma giustamente) triste. Due parole sugli attori: Chris Evans è bravo e la parte in cui è macrocefalo è godibilissima. Stanley Tucci, Tommy Lee Jones e Toby Jones gigioneggiano senza mangiarsi l film. Hugo Weaving è il solito gigantone in grado di rendere credibili personaggi come il Teschio Rosso o il V di V Per Vendetta. Hayley Atwell è tanta. Non so che dirvi del 3D visto che ho scelto di vederlo in 2D, ma non penso sia essenziale. Ah, oh! Oh! Rimanete in sala fino all’ultimissimo che c’è il trailer de I Vendicatori che è da infarto!

IMDb | Trailer

BONUS: Te lo ricordi, signò?

7 Comments

  1. manu
    Posted 26 luglio 2011 at 11:11 | Permalink | Rispondi

    Due robe.
    1) ci scommetto un dito e dei soldi che hanno girato la scena finale alla titanic con Hayley Atwell vecchia che ogni sabato va al locale dove hanno appuntamento e si incontravano lacrimosi. Poi l’ hanno giustamente cassato e hanno trovato un bel finale
    2) 30 secondi in più del trailer dei vendicatori potevano sforzarsi di metterlo
    3) Il film è bello, ottimo viatico per i vendicatori

  2. fedemc
    Posted 26 luglio 2011 at 12:04 | Permalink | Rispondi

    sul punto 1)
    spero di noooooooooooo
    che il finale è bombissima così.
    quasi da lagrime.

    2) vero, ma quanta FORZA!!!!!

    3) è praticamente fatta. Joss Whedon crediamo in te.

  3. manu
    Posted 26 luglio 2011 at 12:16 | Permalink | Rispondi

    Mark Ruffalo 3° hulk in 6 anni. Sarà la volta buona?

  4. fedemc
    Posted 26 luglio 2011 at 12:19 | Permalink | Rispondi

    a me quello di edward norton
    m’era piaciuto.
    cioè, era una baracconata,
    ma divertente…
    il problema degli Avangers
    sarà Robert Downey Jr.
    che già tende a mangiarsi il film,
    ma qui essendo anche in sceneggiatura importantissimo,
    farà faccette buffe a buttare.

  5. manu
    Posted 26 luglio 2011 at 12:28 | Permalink | Rispondi

    Anche a me quello di Nortor/Leterrier era piaciuto.
    Il problema Downey si pone (anche nel trailer quando tocca il muscolo a Thor) anche nel confronto: Scarlett, Hemsworth, Evans se li mangia a colazione, per l’argine si spera in Ruffalo + Jackson che oltre alla classe hanno anche i ruoli vagamente più complessi…

  6. Posted 2 agosto 2011 at 00:35 | Permalink | Rispondi

    Fatemi capire… davvero vi è piaciuto ?
    Io l’ho visto ieri sera al cinema, 2d, e l’ho trovato pessimo. Forse avevo troppe aspettative, da vecchio (ho salutato i 40 da tempo…) ‘ammiratore’ del Cap…
    Moscio, lento, frammentario e spesso idiota. Sembra decollare ad un certo punto, prima degli eventi bellici, poi… frana !
    Storiella d’amore patetica, attori svogliati o poco in parte, ‘Storia’ violentata più del dovuto (gli americani a Bolzano nel novembre 1943 !?) e scene d’azione degne di una fiction su Rete 4.
    Poi… domanda… a parte che tutti si comportano in modo stupido… siamo in piena guerra mondiale e NON si vede una svastica ? Non si vede un soldato in feldgrau bensì quegli imbecilli incapaci dell’Hydra in costumino sadomaso ? Ho capito che è un film di ‘supereroi’, ma per questo deve essere forzatamente cretino ?
    Siamo negli anni 40… e nessuno fuma, non c’è logica da nessuna parte e lo stesso teschio Rosso, un villain di statura enorme nei fumetti, diventa il solito schizzofrenico da operetta ? Uff, scusate, so di avervi già annoiato, ma il Red Skull in tuta verde con mega svastica sul petto era IL MALE, questo è solo una checca isterica, violentato molto di più del già pessimo Doc. Doom dei Fantastici Quattro ! Sul Cap stendo semplicemente un velo pietoso.
    Ed il politically correct, che ci mostra un’improbabile esercito americano multietnico ?

    ps: non è che le svastiche sono assenti, più che per non offendere la sensibilità di alcuni, per non allontanare la platea neo nazi dal cinema ?

    Orrendo.
    Imho, ovviamente.

  7. Posted 2 agosto 2011 at 00:37 | Permalink | Rispondi

    Ho scritto ‘un’improbabile’. Errore imperdonabile, scusatemi.

One Trackback

  1. […] “minghia prof, oggi tutti i film c’hanno il 3D!”. Non c’è solo perché se oggi fai Capitan America, non puoi fare a meno di avere una scudata che ti arriva in fazza. Werner Herzog lo fa per […]

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