Dall’anno prossimo dico “basta!”/5 – Grottesco

Quando un anno finisce si esprimono tanti buoni propositi. L’anno, per il cinema come per la scuola, finisce d’estate e ricomincia a settembre. I buoni propositi: evitare certe scorciatoie critiche, quelle parole magiche che ti risolvono la recensione o la chiacchierata con gli amici, quando hai visto un film, non ti è piaciuto, ma non sai bene perché. Quindici giudizi facili facili che ci si impegna a usare un po’ meno. Sperando di riuscirci.

Cosa (non) significa. Il termine ha un’etimologia parecchio complessa e ci vorrebbe uno storico dell’arte per entrare nel dettaglio. Nel nostro caso grottesco può indicare una variante particolarmente caricaturale del comico, oppure un film nel quale l’inverosimiglianza è perseguita in modo doloso. In entrambi i casi è uno degli innumerevoli possibili contrari di “realistico”.

Comodi motivi per dire “grottesco!”. Rimanda in via pressoché esclusiva all’aspetto visivo del film. Definisce chi lo usa come persona di gusto temperato, capace di non cedere al richiamo (un po’ infantile) dell’eccesso fine a se stesso.

Buoni motivi per non dirlo più. “Grottesco” è una descrizione che solo sulla base di un pregiudizio negativo assume il senso di una valutazione. Nello specifico descrive un rapporto tra la rappresentazione e i codici comunemente accettati di verosimiglianza. Louise-Michel è grottesco quanto Airplane!. Uno però è un film straordinario, l’altro no (devo specificare quale?), ma nessuno dei due è buono o cattivo in quanto grottesco.

Grottesco, ma molto bello. Fantozzi di Luciano Salce.

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