Dall’anno prossimo dico “basta!”/6 – Incomprensibile

Quando un anno finisce si esprimono tanti buoni propositi. L’anno, per il cinema come per la scuola, finisce d’estate e ricomincia a settembre. I buoni propositi: evitare certe scorciatoie critiche, quelle parole magiche che ti risolvono la recensione o la chiacchierata con gli amici, quando hai visto un film, non ti è piaciuto, ma non sai bene perché. Quindici giudizi facili facili che ci si impegna a usare un po’ meno. Sperando di riuscirci.

Cosa (non) significa. Chi usa il termine “incomprensibile” per un film di solito si riferisce a incongruenze di tipo tematico che non appartengono però né all’ambito del grottesco, né a quello dell’inverosimile. Incomprensibile significa che si vedono delle cose strane, che si intuisce vorrebbero significare qualcosa, ma non è abbastanza chiaro (o abbastanza interessante capire) cosa significhino. Come in Home di Ursula Meier.

Comodi motivi per dire “incomprensibile!”. A volte è un modo educato per evitare di dire che il film ha qualche pretesa simbolico-metaforica di troppo. Aiuta il critico, solitamente accusato di apprezzare solo un tediossisimo cinema per pochi eletti, a recuperare un sano rapporto di complicità con lo spettatore medio.

Buoni motivi per non dirlo più. In fin dei conti è il segnale di una resa o, peggio, di un disinteresse. Suggerisce implicitamente che certi film possano funzionare come rebus, con un disegno solo apparentemente bizzarro decifrando il quale si ottiene il messaggio nascosto.

Incomprensibile, ma molto bello. Senza bisogno di ricorrere a esempi troppo autorevoli, tipo il finale di 2001 o un Lynch qualsiasi (per quanto…) anche l’intro di Gomorra è abbastanza incomprensibile. Perché questi qua, che vivono in una delle città più soleggiate d’Europa, si fanno le lampade? Perché quelle luci blu? Perché nessuno dei protagonisti della sequenza si ripresenta nel corso del film? Perché c’è La nostra storia di Raffaello in colonna sonora?

5 Comments

  1. A.
    Posted 4 agosto 2011 at 10:59 | Permalink | Rispondi

    incomprensibile è un giudizio superficiale e di superficie. ma non credo sia molto usato.

  2. franz
    Posted 7 agosto 2011 at 18:34 | Permalink | Rispondi

    Napoli è una delle città col maggior numero di centri abbronzanti di tutta EUROPA (non è solo la percezione di me che ci vivo, è proprio uno studio serio, anche se ora non saprei citare i riferimenti scientifici), i proletari (ma non solo loro) sono abbronzati TUTTO l’anno, a natale sono neri come se fosse il 27 agosto, i centri estetici/abbronzanti sono luoghi di ritrovo, frequentatissimi, a prezzi stracciati. E’ una realtà difficile, baby.

  3. paolo
    Posted 11 agosto 2011 at 01:25 | Permalink | Rispondi

    @ A.: non so se in generale sia molto usato, ma credo proprio che tu abbia ragione; io lo uso spesso e vorrei usarlo un po’ meno.

    @ franz: grazie mille per la testimonianza! Il dubbio sul centro abbronzante di Gomorra nasce da una domanda che mi aveva fatto un’amica irlandese. In effetti, pur non avendone conoscenza diretta, un po’ sospettavo che le cose fossero come scrivi tu. Però, anche così, tu mi dici che il film non è implausibile, non me lo fai diventare per ciò stesso comprensibile. O sbaglio?

  4. A.
    Posted 13 agosto 2011 at 20:43 | Permalink | Rispondi

    se posso permettermi un suggerimento, dall’anno prossimo basta con “roba” che solitamente (per radio) si accompagna ai dileggiamenti sul film di turno :)

  5. vigi
    Posted 24 agosto 2011 at 12:38 | Permalink | Rispondi

    Da napoletano mi permetto di dare alcune risposte come insider (hey, complimenti per il sito!).

    D.: Perché questi qua, che vivono in una delle città più soleggiate d’Europa, si fanno le lampade?

    R.: Perché per essere fighi (il cui concetto spesso corrisponde a quello di tamarro) occorre essere abbronzati 12 mesi l’anno.

    D.: Perché quelle luci blu?

    R.: Per ricreare l’effetto “centro abbronzante” delle lampade (avete mai fatto una lampada? Anche nei servizi al TG le luci sono blu… :D

    D.:Perché nessuno dei protagonisti della sequenza si ripresenta nel corso del film?

    R.: Ma non muoiono tutti? E’ comunque una sequenza che credo sia servita a mostrare la crudeltà di certe esecuzioni di camorra, i cui esecutori sono come cellule quiescenti di certi servizi segreti che escono allo scoperto solo per compiere omicidi per poi tornare nell’ombra…

    D.: Perché c’è La nostra storia di Raffaello in colonna sonora?

    R.: Sono quasi certo che il testo sia stato scritto da un boss (come la maggior parte delle canzoni neomelodiche, le cui case discografiche appartengono al “Sistema”).

    Raffaello è salito agli onori della cronaca recentemente per un fatto a dir poco inquietante: http://faidadiscampia.blogspot.com/2011/07/in-cella-il-neomelodico-raffaello.html

One Trackback

  1. […] facilmente e con mossa furbesca la simpatia dell’interlocutore medio. Un po’ come “incomprensibile“, anche “lungo” ci aiuta a smarcarci dall’obbligo di capire meglio il film. […]

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