Tekken, Dwight H. Little, 2010

Oddio, ma come mai sarà Tekken?

Oddio, ma come mai sarà Tekken?

Noi gente di classe, persone di un certo livello, appassionati di taurmoachia et similia, non giochiamo ai videogiochi. Quando ero piccolo, m’è successo, poi ho smesso. La causa è che, avendo già praticamente tutte le passioni nerdacchione del mondo, non volevo precludermi definitivamente la possibilità ogni tanto nella vita di uscire con qualche ragazza. Per cui ho fatto la lista delle mie passioni e ho spuntato “videogiochi” e “giochi di ruolo”. Mi mancano queste due robe qui. Per il resto c’ho tutto. Questo per mettere le mani aventi e per dire che se cercate in quanto segue un utilissimo paragone tra film e videogioco, qui butta molto male. La mia infarinatura generalista mi permette al massimo di dire quanto segue: “Tekken è un picchaduro!”. Eh? Come sono andato? Lo chiedo a voi che non avete mai avuto la fortuna di uscire con una donna: è giusto quello che ho scritto? Tekken è un videogioco dove tu scegli il tuo personaggio e poi ti scassi di mazzate contro un altro. Uno di quelli complessissimi dove, per fare una mossa devi schiacciare: freccia in giù + cerchio + triangolo + freccia a destra + rombo + alza la gamba destra + scrivi un sms a tua zia che non chiami mai + trapezio + freccia in su + parcheggia la macchina + mettiti una sciarpa + ricordati che devi comprare il sale + esagono + freccia in giù + fai una giravolta + falla un’altra volta. Facilissimo. Infatti io quelle due volte che c’ho giocato, schiacciavo a vanvera dei pulsanti tutto rosso in faccia e poi perdevo.

Ho come idea che questo siua Street Fighter, ma non starei a fare il Signor Rompetti.

Ho come idea che questo sia Street Fighter. Ma non starei qui a fare il Signor Rompetti.

Quindi: Tekken = videogioco picchiaduro uno contro uno. Come sarà quindi il film ispirato a Tekken? Un film di mazzate pieno di scontri uno contro uno. Non era difficile immaginarselo però ve lo dico prima, che magari uno s’era immaginato un film in costume sul declino dell’impero britannico tutto girato in interni illuminati con luce naturale e poi ci rimane male. No, Tekken è un filmetto di mazzate. La storia è questa: in un futuro brutto post megaguerra, ci sono otto gigantesche multinazionali del terrore. La più cattivissima di queste è la Tekken, comandata da “l’uomo con la capigliatura migliore di sempre”, interpretato dal grandissimo Cary-Hiroyuki Tagawa. La Tekken spadroneggia: ha delle guardie armate che girano per le strade armate di tutto punto terrorizzando la gente, gestisce l’informazione, tiene tutti nella più povera povertà. insomma, la classica multinazionale del terrore contro la quale è cosa buona e giusta ribellarsi. Tra le varie cose cattive che fa la Tekken c’è l’Iron Fist, ovvero un torneo di botte. Mi sembra che non abbia nessun tipo di significato o motivazione, questo torneo. Si tratta solo ed esclusivamente di una scusa per far scontrare i migliori combattenti del pianeta.

Mi sembra del tutto normale.

Mi sembra del tutto normale.

Facciamo la conoscenza di Jin, interpetato da John Foo. Jin è un giovane che s’arrabatta giù in città, facendo delle cose che non ho capito come mai sono contro la Tekken. Tipo che ruba dei componenti di qualcosa che poi rivende al mercato nero. A causa di questa sua attività, finisce nel mirino delle guardie armate della Tekken che – pim, pum, pam – gli uccidono la madre. Chi interpreta la madre di Jin? Che bomba, amici. Trattasi di Tamlyn Tomita, aka la fidanzatina di Daniel San in Karate Kid II. Scatta il lento. Vai, Peter.

Jin è molto arrabbiato per la morte di Tamlyn Tomita. Vaga per la città fino a quando incontra quello dei Bros (Luke Goss) che incinta la gente a tentare di sopravvivere almeno un round contro il terribile Marshall Law: chi ce la fa, può partecipare all’Iron Fist. Jin, che esige vendetta e vuole uccidere “l’uomo con la capigliatura migliore di sempre”, ci prova. Ovviamente vince e, insieme a quello dei Bros che gli fa un po’ da sponsor e un po’ da amicones, si trova in men che non si dica tra i protagonisti dell’Iron Fist. Insieme a lui ci sono: Eddie Gordo aka Lateef Crowder aka quello che fa capoeira. Bryan Fury aka Gary Daniels aka un kickboxer metà uomo e metà robot. Raven aka Darrin Dewitt Henson aka uno che je mena forte. Sergei Druganov aka Anton Kasabov aka uno cje je mena in russo. Yoshimitsu aka Gary Ray Stearns aka un gigante samurai robot. Christie Monterio aka Kelly Overton aka una col culo di fuori. Nina e Anna Williams aka Candice Hillebrand e Marian Zapico aka due gnocche.

Tutto chiarissimo.

Tutto chiarissimo.

Il motivo per cui si esce di casa il 5 di agosto con 35 gradi e si finisce in un brutto centro commerciale con multisala per vedere Tekken, sono i combattimenti. Siamo d’accordo, no? Cioè, ovviamente se vi piace vedere pellicole di un’ora e mezza di gente che si mena. Se questo è il vostro obbiettivo, Tekken non è per nulla male: gli incontri e le sequenze action sono coreografate dal grandissimo Cyrill Raffaelli, grande artista marziale e, insieme al gigantesco David Belle, colui che ha portato il parkour nei film. Tutti gli attori sono in uno stato fisico impressionante, ognuno ha un suo stile preciso che viene valorizzato da un montaggio quasi sempre chiaro e – finalmente – da molte totali. Impressionante ritrovare alla regia un personaggione come Dwight H. Little, che in gioventù ci ha regalato emozioni fortissime con film come Drago d’Acciaio e Free Willy 2. Oh, comunque è agosto, eh? Non è che si può chiedere molto di più.

IMDb | Trailer

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