Dall’anno prossimo dico “basta”!/7 – Inconsistente

Quando un anno finisce si esprimono tanti buoni propositi. L’anno, per il cinema come per la scuola, finisce d’estate e ricomincia a settembre. I buoni propositi: evitare certe scorciatoie critiche, quelle parole magiche che ti risolvono la recensione o la chiacchierata con gli amici, quando hai visto un film, non ti è piaciuto, ma non sai bene perché. Quindici giudizi facili facili che ci si impegna a usare un po’ meno. Sperando di riuscirci.

Cosa (non) significa. In linea di massima “inconsistente” può voler dire che il film non suscita proprio nessun tipo di interesse. In pratica, però, lo spessore di cui si lamenta la mancanza è solitamente il contenuto. Non esattamente il plot, la storia, il racconto, ma proprio la sostanza concettuale che giustifica e sostiene il film nel suo complesso e senza la quale esso diventa una sorta di sterile esercizio di stile.

Comodi motivi per dire “inconsistente!”. Si lascia intendere ai nostri interlocutori che siamo spettatori in grado di bilanciare, a livello di gusto, i piaceri della forma filmica con la giusta e necessaria dose di contenuto. Da un punto di vista retorico è un argomento di efficacia formidabile, perché incorpora nel giudizio estetico una (tendenziosa) descrizione fisica dell’oggetto giudicato.

Buoni motivi per non dirlo più. Lo potrebbe dire legittimamente solo chi è disposto a sostenere, in pubblico e in termini espliciti, la separazione netta tra forma e contenuto, nonché la superiorità del secondo termine sul primo. Oppure chi è sinceramente convinto (non c’è nulla di male, eh) che il film debba in ogni caso significare qualcosa.

Inconsistente, ma molto bello. Una sequenza a caso di Inferno di Dario Argento. Anzi no, proprio la più inconsistente.

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