Io sono Li, Andrea Segre, 2011

Un film di scottante attualità, come direbbero i bravi giornalisti, considerata la drammatica realtà del declino economico dell’impero d’Occidente e l’avanzare inesorabile dell’allegra armata cinese. Io sono Li, esordio nel cinema di finzione del documentarista Andrea Segre, è stato uno dei film più applauditi alle Giornate degli Autori dell’ultimo Festival di Venezia, da dove si è portato a casa pure il premio della Federazione italiana dei Cineclub. E con merito, viene da dire dopo la visione del film, per una serie di motivi. Intanto perchè, almeno a mia memoria, è la prima volta che il cinema italiano affronta la spinosa questione della realtà della impenetrabile comunità cinese sul nostro territorio (siamo a Chioggia, per l’esattezza), mentre lo aveva già fatto per altre comunità, per lo più africane o nordafricane (il primo titolo che mi viene in mente è La giusta distanza di Mazzacurati, ma ce ne sono molti altri), vuoi per più lunga consuetudine di convivenza vuoi per la maggior facilità di avvicinamento. In secondo luogo perchè la racconta, questa storia, con rigore da sociologo, rigoroe sciolto, senza dubbio, in poesia, evitando di scadere in facili rappresentazioni macchiettistiche o contrapposizioni manicheiste. La storia mette in luce al contrario le vicinanze tra comunità cinese e comunità chioggiotta non meno chiusa della prima e non meno guidata dal sospetto e dalla necessità di mantenere la giusta distanza di cui sopra. Così quando Shun Li (l’attrice cinese Zhao Tao), mandata a fare la barista in un’osteria sul porto di Chioggia in attesa della “notizia” (il ricongiungimento col figlio di otto anni rimasto in Cina), incontra il poeta pescatore Bepi, di origine slava (il bravissimo Rade Šerbedžija), diventandone un’amica, a tutti gli avventori del bar (Marco Paolini, Roberto Citran e Giuseppe Battiston in mezzo agli altri) sembra chiaro che lui se la porti a letto, chè i cinesi, si sa, sono furbi, e le donne si fanno sposare da vecchi sentimentali e soli per ottenerne l’eredità. E a nulla vale pensare che quella di Bepi, di eredità, sta tutta in un casotto di pescatori in legno e lamiera in mezzo alla laguna. Dall’altra parte il capo di Shun Li, quello che gli ha permesso  di venire in Italia ed ora quindi dispone della sua libertà, non vuole che circolino pettegolezzi sulla propria lavorante perchè teme ripercussioni sui profitti del bar. Ciascuno con le proprie ragioni, ciascuno aggrappato alla propria paura dell’altro, alimentata ad arte dai conservatorismi che su di essa si fondano. Da una parte gli italiani spaventati dall'”invasione”, che ostentano modi da padroni, ora indulgenti ora feroci, nei confronti dei cinesi, covando però il segreto terrore di una futura sudditanza dall’Impero del sol Levante. Dall’altra i cinesi, dove sfruttatori e sfruttati si muovono con accettazione reciproca della situazione: qui sta l’onestà del film che non mostra orchi cattivi e povere vittime, ma persone appartenenti ad un rodato sistema di equilibri e gerarchie.

Un film che poggia la propria forza su una sceneggiatura forte, frutto di un’intensa consuetudine del regista con le comunità cinesi romane e venete (Segre è un ex dottorando in sociologia, e il background è evidente) che lo hanno portato ad un invidiabile equilibrio di visione e racconto, e sulla fotografia della superstar Luca Bigazzi, che a quanto pare qualche anno fa si innamorò dei documentari di Segre proponendogli il proprio intervento (gratuito) sulle pellicole. Per filmare Chioggia Bigazzi sceglie di non usare luci artificiali, e restituisce un’immagine realistica e densa della laguna, sia quando la nebbia la fa livida e malinconica sia quando il vento spazza il cielo e restituisce il profilo terso delle Dolomiti. Un film toccante ed intelligente, che vale davvero la pena vedere.

IMDB | Trailer

One Comment

  1. Warum
    Posted 25 settembre 2011 at 01:21 | Permalink | Rispondi

    Perfettamente d’accordo. Era un bel po’ che non piangevo al cinema.

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: