Speciale Nicolas Winding Refn: Valhalla Rising, 2009

Nato a Copenaghen il 29 settembre 1970, Nicolas Winding Refn è in questo momento il capo del mondo. A dire il vero lo è da tempo, ma l’incoronazione vera e propria è avvenuta all’ultimo Festival di Cannes. Alla Croisette il nostro ha portato Drive, grazie al quale s’è portato a casa il prestigioso Prix de la Mise En Scène. Venerdì 30 settembre il film uscirà nelle nostre sale. Per scaldare i motori a modino, Seconda Visione vi offre uno ricco speciale su questo grande uomo di cinema. Ripercorreremo tutta la sua filmografia, un film al giorno.

Oggi Francesco si occupa dell’ultimo film del nostro, prima di Drive: ecco a voi il delirio di Valhalla Rising, presentato fuori concorso alla 66a edizione della Mostra del Cinema di Venezia.

"Muto sto."

Siamo intorno all’anno 1000. Un guerriero con un occhio solo, chiamato One-Eyed (il solito Mads Mikkelsen), è tenuto prigioniero da alcuni vichinghi, pagani. Lo usano per farlo combattere con altri guerrieri, poi, dopo i combattimenti, lo ripongono ordinatamente in una gabbia, dove viene accudito da un ragazzo. Ma One-Eyed, che proprio uno tranquillo non è, si incazza, uccide i suoi carcerieri e va, con il ragazzo che lo segue a debita distanza. Dove va? Va. Tra brughiere, colline verdi e nebbiose, egli va. Poi incontra un gruppo di guerrieri diretti a Gerusalemme: sono cristiani e ci tengono a partecipare alla Prima Crociata: e quando ti ricapita un’occasione del genere? Lui (ragazzo-munito), quindi, va con loro. Dove? A Gerusalemme: eh, lettore, stai attento, però, che siamo alla parte III di VI (sì, il film è diligentemente diviso in capitoli con titolo). La barca con la quale vogliono raggiungere Gerusalemme viene avvolta da una misteriosa nebbia (© Coleridge) e c’è nervosismo a bordo, fino a che i nostri si rendono conto di non essere più per mare, ma per fiume. Terra! Sì, ma non la Terra Santa, bensì un luogo di colline nebbiose, prati e brughiere dove non c’è niente da mangiare (bestie, intendiamo: siamo nell’anno mille, insomma, che ci fai con un’insalatina?). Il capo dei guerrieri fa quindi bere a tutti una specie di pozione drogata: logicamente, tutti sbroccano. Non migliora la situazione il fatto che One-Eyed dica, attraverso il ragazzo, che quello è l’Inferno.

Quando uno muore, Refn lo mostra così.

Le parti V (“L’inferno”) e VI (“Il sacrificio”) non ve le racconto, ma già avrete un’idea di che cosa sia Valhalla Rising: qualcosa di incredibile, che corre pericolosamente sul crinale tra minchiata totale e capolavoro assoluto. Comunque la pensiate, dovrete convenire che il nostro Winding Refn ha due cose, anzi tre, che la stragrande maggioranza dei registi del pianeta non possiede manco di striscio: due palle così e un senso personalissimo e visionario di messa in scena (nota: di solito “due palle” viene inteso come entità unica, ma secondo me Refn ha i testicoli così grossi da fare sorgere il sospetto di orchite. Nel caso ci leggessi, Nicolas, autopalpati o fatti vedere da un medico: se poi va tutto bene, vantati pure ché ne hai diritto).

"Te lo trovo io, il senso del film."

Paesaggi spettacolari (scozzesi), musica da piede sull’amplificatore e pennata ampia (ma di cui non si sente nota fino a due terzi di film), sguardi di pietra e silenzi (il primo dialogo? Dopo dodici minuti. L’ultimo? Dieci minuti abbondanti prima della fine del film), teste tagliate, gole squarciate e ventrazze aperte. E, soprattutto, un senso lisergico tale che sono stato tentato più di una volta di leccare lo schermo, per vedere se quelle immagini facessero altri effetti oltre all’ipnosi-da-poltrona. Refn, che non si basa sul libro omonimo di Cussler, ma scrive il film insieme a Roy Jakobsen, lascia via libera a tutto, creando un vero e proprio film-sogno, coraggiosissimo e personale. Ci sono richiami estetici a mille cose diverse, dall’iconografia dello sbarco in America di Colombo, ai quadri new-age, dal Medioevo fantasy a quello più sporco.
Cinque milioni di euro di budget (capitali danesi e britannici), un incasso ridicolo (al di sotto dei 50.000 euro). Ma ci pare ancora di vedere Refn che urla, dall’alto di una collina brumosa, verde e nebbiosa insieme: “Che cazzo me ne frega: io, intanto, Valhalla Rising l’ho fatto. E voi?”

IMDB | Trailer

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  2. By Valhalla Rising (2009) | Next Movie Trailers on 12 novembre 2011 at 06:31

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