Mildred Pierce, Todd Haynes, 2011

Regis, ci si riboccheggia in frequenza questa sera su Sky Cinema!

Piccola avvertenza: in questo post abbonderanno paroloni che iniziano con la s come “straordinario”, “stupefacente”, “sorprendente”, persino “sfolgorante”, e tutte le declinazioni possibili di “incredibile” – ho un bel dizionario di sinonimi di fianco a me – su su fino ad arrivare al fatidico termine “capolavoro”. Troverete anche l’avverbio “fassbinderianamente”. Quindi rassegnatevi. Del resto non poteva essere altrimenti, quando Todd Haynes, il più fiammeggiante autore degli ultimi anni, incontra Kate Winslet, la più brava attrice degli ultimi anni, per adattare un romanzo di James M. Cain, già portato sullo schermo dalla coppia Michael Curtiz-Joan Crawford nel 1945. Il resto è silenzio.

Mi fido di te...salto io salti tu...ah, no! Era l'altro film...

Mildred Pierce è brava a fare le torte, e sarà questa capacità a farla sopravvivere durante gli anni della Grande Depressione, quando, abbandonata dal marito e con due figlie a carico, dovrà sbarcare il lunario cercandosi un’occupazione, prima come cameriera, poi come imprenditrice in proprio in una catena di ristoranti a base di pollo, cialde e ovviamente torte. La morte della figlia più piccola, la relazione con un playboy squattrinato, i problemi finanziari ma soprattutto il rapporto con la capricciosa e ambiziosa figlia maggiore Veda fanno il resto. Tanta roba.

Torta, m'hai provocato e io te distruggo, torta! E mo' te magno!

Curioso come Mildred Pierce, prodotto dalla HBO, che Iddio l’abbia sempre in Gloria, e Carlos di Olivier Assayas, i due film in assoluto più belli dell’anno, siano opere televisive che, visti gli autori messi in campo, di televisivo hanno solo la destinazione. Fedele al romanzo di Cain, a differenza del film di Curtiz che inseriva un elemento maschile come il noir in una storia tutta al femminile, Todd Haynes erige un monumento di 5 ore a un’attrice come Kate Winslet, la più straordinaria, la più brava, diciamo anche la più bella della sua generazione, presente in ogni singola inquadratura e capace di passare da un registro a un altro semplicemente muovendo un sopracciglio. Di stupefacente melò stiamo parlando, che straborda nelle due ore finali, e gli ingredienti ci sono tutti: scalata sociale, ambizione, speranze, frustrazioni, disillusioni, lirica, musica, sesso, amori e tradimenti. E un rapporto madre-figlia tra i più violenti che si sia mai visti sul (piccolo) grande schermo. Ambientato in un’epoca in cui la società incasella in ordini prestabiliti, Mildred Pierce appare in definitiva come un sorprendente inno alla femminilità e a una donna che, con pregi e difetti, tenta di emergere dal ruolo madre-moglie-amante attraverso l’indipendenza economica, riponendo tutte le sue speranze e ambizioni di scalata sociale nella figlia, in cui riflette tutto quello che lei ha sempre sognato, desiderato, represso. E dall’altra parte una figlia che vede nella madre tutto ciò da cui fuggire. Una il riflesso dell’altra. E non è un caso che spesso la Winslet sia inquadrata fassbinderianamente attraverso un filtro che ne impedisce la reale messa a fuoco: un vetro, una tenda, un’insegna, uno specchio. Una materia incadescente controllata alla perfezione da Haynes con un’incredibile messinscena, raffinata e precisa, che costruisce la storia e la tensione tra i personaggi attraverso la ritualità dei gesti, componendo un sinfonia di primi piani, una cattedrale di interni, di oggetti e di tessuti, illuminati dalla sfolgorante fotografia di Ed Lachman che evoca addirittura Edward Hopper. “To hell with her… Let’s get stinko”… semplicemente capolavoro. Vi avevo avvertiti che l’avrei detto.

Dopo la presentazione all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e la vittoria di Kate Winslet agli Emmy Awards come migliore attrice, Mildred Pierce andrà in onda il venerdì a partire da stasera su Sky Cinema 1 alle 21.10.

IMDB | Trailer

BONUS: Mildred Pierce dei Sonic Youth!

4 Comments

  1. nas
    Posted 9 agosto 2011 at 14:57 | Permalink | Rispondi

    io l’ho trovato pessimo.

  2. Posted 10 agosto 2011 at 15:11 | Permalink | Rispondi

    Che dirti se non “fratello”. :-)

  3. Posted 11 agosto 2011 at 14:46 | Permalink | Rispondi

    Sono appena alla terza puntata per cui rimando il giudizio finale a tra qualche giorno.
    La cosa curiosa é che finora ho sentito sul film di Haynes solo aggettivi magniloquenti o molto negativi (e anche i primi due commenti al post vanno in questa direzione): cosa che mi intriga ancora di più.
    E comunque: Kate Winslet, amo quella donna.

  4. Carma BlackStar
    Posted 20 novembre 2011 at 16:20 | Permalink | Rispondi

    adesso che me lo sono sparato tutto lo posso dire… nella mia testa girano quegli stessi aggettivoni che leggo nel tuo articolo. E Kate Winslet…splendida!

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