Il mago di Esselunga, Giuseppe Tornatore, 2011

Da quanto tempo non vedevo un film di Tornatore: con un certo gusto, quindi, mi sono preparato alla visione di questo DVD che viene distribuito gratuitamente nei supermercati di Caprotti. Quindici minuti, che potete vedere per intero qua sopra e qua, per parlare di una delle più grandi catene di supermercati italiane. Per certi versi un’occasione: un lavoro su commissione di questa portata, con tutti i limiti dell’intento pubblicitario, può avere dei lati originali o sorprendenti, almeno dal punto di vista tecnico o nella trasformazione di un briefing in sceneggiatura. E invece niente: Il mago di Esselunga è una schifezza, uno spot allungato all’inverosimile, ispirato all’Italia degli anni ’50: una bolla temporale dalla quale non riusciamo a evadere in alcun modo.

La tshirt che ha indossato il direttore della fotografia

Protagonista del film è una famiglia, che vediamo subito dopo il risveglio, in una bella casa, in una mattina di sole. Siamo già dalle parti del Mulino Bianco: si ha una netta sensazione di déjà-vu quando compaiono le tre facce principali, anonime, da pubblicità, appunto. In questa prima sequenza il direttore della fotografia fa l’unica pazzia di tutto il filmato: crea una sorta di penombra. Subito dopo viene sostituito da Duccio di Boris, chiamato però sul ser in una giornata in cui ha meno voglia di lavorare del solito. La fotografia nel resto del film raggiunge livelli per cui l’espressione “apri tutto” non è più sufficiente. Roba da occhiali da sole. Ma torniamo ai personaggi: il bambino si chiama Sandrino, e già con questa scelta – che avrà una giustificazione, occhio – siamo dalle parti del ricordo polveroso. Sandrino vorrebbe andare al luna park, il papà a sciare, ma la mamma (che si chiama Maria, e come se no) dice “io un’idea ce l’avrei”, e ci si aspetta che tiri fuori, a scelta, un pacco di Pan di Stelle, un parrucchino di Cesare Ragazzi o dell’appretto col manico. Invece no, vanno tutti in un supermercato Esselunga a fare la spesa. Ma, attenzione, la suspense: un uomo con cappello e impermeabile li guarda da lontano e dice a una trasmittente: “Salgono in macchina”. A questa notizia partono dei camion gialli con la S, in una coreografia da nuoto sincronizzato. E la suspence va a farsi benedire in due secondi, perché abbiamo già capito qual è il messaggio: tutta Esselunga lavora per te, ti dà lo stesso rapporto che hai col negoziante sotto casa, ma con la qualità di una grande azienda. Un minuto di film. Ne mancano altri dieci abbondanti, titoli esclusi, in cui non si farà altro che ripetere questo concetto.

Il riferimento iconico che manca nel film: l'indimenticabile Mago G.

Dopo sequenze di pescatori che pescano, mietitrebbie che trebbiano, raccoglitori che raccolgono e camion su camionabili, la famiglia arriva al supermercato e l’uomo con l’impermeabile, in una microsequenza davvero incomprensibile, diventa il mago del titolo, accompagnando la famiglia alla scoperta del mondo Esselunga. Con lui in scena ridono tutti, sempre, destando sospetti su eventuali infiltrazioni di gas esilarante nell’impianto di areazione del supermercato. Incomprensibile. Come non si capisce il perché la famiglia debba passare dal magazzino. Ah, forse per fare provare una mela a Sandrino: gli piace, il mago dice “ok” a un uomo sul muletto ricolmo di cassette di mele. L’icona dell’Uomo del Monte è immarcescibile.
Già nel reparto frutta si svela un’altro motivo ricorrente del film: se sollevi la merce, vedi dietro il lavoro che c’è. Ecco quindi Sandrino che prende dell’uva e dietro ci sono i vignaiuoli che salutano, urlano “buongiorno” garruli e incuranti del massacrante lavoro; ma alla mamma di Sandrino – stupefatto come solo un ragazzo degli anni ’50 poteva essere negli anni ’50 di fronte a un supermercato Esselunga di oggi – mancano le melanzane. Et voilà, gliele passa un contadino dal suo mondo dietro gli espositori della frutta. Uva e melanzane: con tutto il casino che si fa sul mantenimento dei cicli naturali, incentivando giustamente il consumo di frutta e verdura di stagione, uva e melanzane fresche insieme. Ah, ma tanto quelle son cose che interessano alla Coop (come la comunicazione legata all’immaginario anni ’50, del resto). La mano marpiona del regista, pensate, infila anche un momento di godibilissima commedia quando un agricoltore passa una rosa alla mamma di Sandrino. Birbante! E che faccia fa il padre (che si chiama… Antonio) quando si sente anche solo prudere la sommità della capa! Sì, siamo negli anni ’50. Le matte risate.

Un riferimento iconico ahinoi presente nel film.

La sagace sceneggiatura di Tornatore, però, svela una sottotrama: come mai quel giorno è speciale per la mamma e il papà di Sandrino? Anche Sandrino se lo chiede spesso, mentre strabuzza gli occhi di fronte a immacolati banchi frigo, urlando “bellissimo” e “fichissimo” (bisognava svecchiare il personaggio). Ma la spesa continua, prima in macelleria, dove Antonio riprende il suo ruolo di maschio chiedendo un pezzo di carne della giusta altezza, e quindi nel reparto gastronomia, dove Antonio acquista punti-uomo suggerendo di mettere dei capperi sul vitello tonnato. Il mago di Esselunga li fa comparire da dietro l’orecchio di Sandrino (prestidigitazione! E’ mago, del resto) e strabuzzando gli occhi con un effetto cartoonesco realmente terrificante. Il capo reparto, visibilmente scocciato, ne poggia cinque (di numero) sul metro quadro di vitello tonnato che la famiglia ha acquistato.
Tra mille dolly e carrelli e gru (già che c’avevano i soldi…) si arriva alla pescheria dove, siccome la sora Maria non trova un’orata per otto persone (elamadonna), il mago li miniaturizza, li fa passare oltre il banco del pesce e – come regola-di-mondo vuole – ecco tutta la famiglia sul ponte di un peschereccio, tra centinaia di pesci agonizzanti. Non ci credete? Dopo il vignaiuolo, anche il pescatore ci prova con Maria: il marito, però, stavolta non fa niente. La famiglia Rossi (andiamo, come volete che si chiamino di cognome…) trascina ormai un carrello grande e maneggevole quanto una Duna, e giunge al reparto panetteria, dove l’addetta al banco rivela di conoscere perfettamente i gusti della famiglia e dei loro ospiti. Una sequenza degna de Le vite degli altri.
Sempre nelle vicinanze della panetteria assistiamo a un momento di grande pathos. Sandrino, dopo essere stato in braccio a uno sconosciuto (il mago di Esselunga), viene istigato dallo stesso ad andare da un vecchio (interpretato da Caprotti stesso) che lo chiama con la mano. Come Gandalf a Frodo e Darth Vader a Luke, il vecchio confida al bimbo una grande verità: Sandrino ha nel nome la S come il simbolo della catena di supermercati, e, aggiunge Caprotti, “l’iniziale del tuo nome è nei nostri cuori”. Per fargli capire bene il concetto, porge con sguardo raggelante al bambino una “S” di pane. Sandrino la mangia, incurante della simbologia e dei possibili pericoli insiti nell’accettare cibo da uno che ti guarda così.

"Maestro!"

E poi il mago di Esselunga porta Sandrino al luna park: o meglio, in un deposito computerizzato, nel quale i due scorrazzano (incuranti delle regole di sicurezza sul lavoro) in una sequenza che potremmo definire “kubrickiana”. Del resto c’è il reparto animazione e CGI… usiamolo. Rimane sempre il mistero di che giorno sia, ma attenzione: forse un indizio ce lo dà il fatto che Maria, accidenti!, si rende conto di aver perso la fede. Nel senso di anello che si mette all’anulare sinistro, purtroppo. E dove sarà? La cercano tutti: i pescatori, i panettieri, i macellai, i vignaiuoli (così li possiamo rivedere: già che c’erano…). Ma dov’è finita la fede? Sul fondo del mare! Ma per fortuna un’orata, fatta benissimo al computer, prende con delicatezza l’anello in bocca e lo porge al pescatore (che non ne approfitta per farsi un bel pesce al forno), che a sua volta lo porge al mago, che a sua volta lo dà alla signora Maria. Se lo rimette al dito proprio quando la cassiera svela il segreto a Sandrino (si sa, le cassiere son pettegole, no? Almeno, nei film di sessant’anni fa): proprio in quel giorno i suoi genitori si incontravano per la prima volta. Ma dove? In un supermercato Esselunga. Compare una torta bianca a tre piani (non prima di avere menzionato che i Rossi avranno uno sconto del 30% grazie ai punti accumulati sulla tessera fedeltà), tutti applaudono, fine.

"Sandrino... Sandrinooo"

Ma non è la fine, Sandrino: quella te la spiego io. Sai perché ti chiami così? Perché sei stato concepito in un supermercato Esselunga. Che ci vuoi fare, bizzarrie dei tuoi genitori, che, dopo un rapido scambio di sguardi si sono intrufolati in un angolo nascosto e ci hanno dato dentro. Non solo: una volta scoperti dalla STASI della panificazione, per evitare la denuncia Maria e Antonio ti hanno donato a Caprotti. Non hai capito chi sei? Non hai compreso perché tutti, all’Esselunga, ti danno da mangiare e conoscono per nome i tuoi genitori? Ti pare verosimile uno sconto del 30 per cento sulla spesa?
Sandrino, goditela, perché Caprotti va per i novanta, e la brutta faccenda di Falce e carrello ha dato un colpo severo al suo cuore (ricordi? “L’iniziale del tuo nome…”). E lui, si sa, concepisce solo prodotti freschissimi.

26 Comments

  1. babidec
    Posted 18 ottobre 2011 at 10:49 | Permalink | Rispondi

    Ti meriti 1000Punti(Fragola),Francesco!Grandissimo post :-D

  2. Posted 18 ottobre 2011 at 11:48 | Permalink | Rispondi

    Tutto bello, ma ti segnalo che per almeno un mese, dalla metà di agosto, è possibile trovare uva e melanzane perfettamente di stagione.
    Sì, dagli abiti dei protagonisti sembra che il film sia ambientato in autunno. In realtà la famiglia Rossi si premunisce per resistere all’aria condizionata del supermercato.

  3. Posted 18 ottobre 2011 at 12:38 | Permalink | Rispondi

    Grazie Babi per i punti e grazie Puffo per l’aggiustamento!

  4. Rob
    Posted 18 ottobre 2011 at 20:12 | Permalink | Rispondi

    Spot agghiacciante, post magnifico.

  5. realestatecreativity
    Posted 22 ottobre 2011 at 16:48 | Permalink | Rispondi

    2 piccoli retroscena (da moglie di panettiere esselunga):
    – gli intepreti dei vari reparti sono tutte persone che ci lavorano davvero. Infatti hanno girato dentro l’azienda stessa (se non erro a Pioltello)
    – la data del 7 ottobre che ricorre alla fine non è casuale, bensì il compleanno del Caprotti stesso …
    Buona (esilarante) visione.

    • Francesco
      Posted 22 ottobre 2011 at 16:51 | Permalink | Rispondi

      … e la storia di Sandrino-clone-di-Caprotti assume tinte ancor più fosche.

  6. Miriam
    Posted 23 ottobre 2011 at 13:13 | Permalink | Rispondi

    Ho visto oggi il corto con mio figlio (6 anni), naturalmente a lui è piaciuto abbastanza, tranne le scene del magazzino/luna park.
    Io lo trovo odioso, pieno zeppo di stereotipi.
    Ma la cosa che mi ha fatto raggelare è che nella scena dove sono in macchina, il bambino non ha le cinture di sicurezza allacciate, non si nota booster o seggiolino sul retro!!
    E questa che divulgazione sarebbe?

    • Francesco
      Posted 23 ottobre 2011 at 13:37 | Permalink | Rispondi

      Mica l’avevo notato… Grazie Miriam!

  7. compagno
    Posted 26 ottobre 2011 at 18:37 | Permalink | Rispondi

    Trattasi di merda del capitalismo che si compra, come ben si sa, quelle mignotte d’alto bordo degli “artisti” organici alla dittatura borghese. Piace a molti, solo che ogni tanto, come in questo caso, qulcuno “esce al naturale”, e lascia intravedere la palla di merda che c’e’ dentro la sfera dorata dell’intrattenimento….

  8. Insider
    Posted 1 novembre 2011 at 21:54 | Permalink | Rispondi

    Ma i dipendenti Esselunga non vi ricordano gli Umpa Lumpa del film “La fabbrica del cioccolato”di Tim Burton?

    • Francesco
      Posted 2 novembre 2011 at 13:57 | Permalink | Rispondi

      Hai ragione!

    • Robych
      Posted 17 febbraio 2012 at 19:41 | Permalink | Rispondi

      Non capisco perchè offendere noi dipendenti esselunga, comunque la pubblicità è l’anima del commercio, tant’è vero che siete qui a “perdere” il vostro tempo per parlarne, e, caro francesco, anche questa è pubblicità. Qualcuno diceva “parlane bene o male, purchè ne parli”. I clienti dopo avere visto il dvd, venivano a fare i complimenti, hanno tempestato di mail il customer care per fare complimenti. Il magazzino automatizzato esiste veramente, ce l’ha anche la sede svedese di ikea. …e noi dipendenti, quasi la totalità, siamo orgogliosi di questo vido, e un po’ commossi perchè vediamo il nostro lavoro…in dvd. la scena dei camion è stata girata nei magazzini di biandrate, i camionisti non erano attori, ma i veri autisti di esselunga. tranne la famiglia e il mago, gli altri sono tutti dipendenti esselunga

  9. Posted 7 novembre 2011 at 00:50 | Permalink | Rispondi

    Pensavo di aver buttato nel cesso 15 minuti della mia vita, sebbene abbia riso per l’assurdità del corto-spot … poi ho letto il tuo post e cazzo, mi sono ricreduta.
    Grazie di cuore XD dio mio è così ridicolo che non penso parlerò mai male di questo spot esselunga ahahah XD

    • Francesco
      Posted 7 novembre 2011 at 18:57 | Permalink | Rispondi

      e invece, hai visto? dvd da collezione, subito! :)

  10. Fabio
    Posted 15 febbraio 2012 at 14:32 | Permalink | Rispondi

    Complimenti!! visibilmente ispirato, se non a tratti copiato, da “la fabbrica di cioccolato” di Tim Burton… Meno spazzatura per far largo alle nuove idee! nuove!
    Grazie

  11. Robych
    Posted 17 febbraio 2012 at 19:40 | Permalink | Rispondi

    “Ma i dipendenti Esselunga non vi ricordano gli Umpa Lumpa del film “La fabbrica del cioccolato”di Tim Burton?”

    Non capisco perchè offendere noi dipendenti esselunga, comunque la pubblicità è l’anima del commercio, tant’è vero che siete qui a “perdere” il vostro tempo per parlarne, e, caro francesco, anche questa è pubblicità. Qualcuno diceva “parlane bene o male, purchè ne parli”. I clienti dopo avere visto il dvd, venivano a fare i complimenti, hanno tempestato di mail il customer care per fare complimenti. Il magazzino automatizzato esiste veramente, ce l’ha anche la sede svedese di ikea. …e noi dipendenti, quasi la totalità, siamo orgogliosi di questo vido, e un po’ commossi perchè vediamo il nostro lavoro…in dvd. la scena dei camion è stata girata nei magazzini di biandrate, i camionisti non erano attori, ma i veri autisti di esselunga. tranne la famiglia e il mago, gli altri sono tutti dipendenti esselunga

    • Francesco
      Posted 17 febbraio 2012 at 19:51 | Permalink | Rispondi

      ma chi offende i dipendenti? è la *rappresentazione* dei dipendenti che io critico.
      poi, contenti voi…

      • Robych
        Posted 17 febbraio 2012 at 22:18 | Permalink

        ma sei mai entrato in un esselunga????

      • Francesco
        Posted 17 febbraio 2012 at 22:19 | Permalink

        almeno una volta alla settimana negli ultimi cinque anni.

      • Robych
        Posted 17 febbraio 2012 at 22:21 | Permalink

        e allora perchè sei così infoiato con una cosa così simpatica come il dvd di tornatore, se si così fedele ad esselunga?

      • Francesco
        Posted 17 febbraio 2012 at 22:22 | Permalink

        perch cinematograficamente, secondo il mio parere (e non solo, a quanto pare) tremendo. de gustibus, eh. e comunque, la fedelt la riservo ad altri ambiti.

      • Robych
        Posted 17 febbraio 2012 at 22:25 | Permalink

        Come è nata l’idea di realizzare questo film?
        È nata dal desiderio di rendere partecipi i consumatori di quanto avviene dietro le quinte di un supermercato. Volevo trasmettere loro il fatto che se trovano sugli scaffali prodotti sempre freschi e di qualità, è perché abbiamo un’organizzazione del lavoro e un sistema logistico di primissimo piano: migliaia di persone che lavorano per noi in modo eccellente lungo tutta la filiera per assicurare il massimo della qualità dal campo allo scaffale del supermercato.
        Bernardo Caprotti

  12. sandrino il mazzulatore!
    Posted 29 giugno 2012 at 20:32 | Permalink | Rispondi

    Robych:
    E in tutto cio’ la merce si carica da sola??
    Che rincoglioniti..dove sono i lavoratori al di fuori dei laboratori??
    caxx su quel banco del servito ci saranno 200 prosciutti appesi…che pagliacci..
    Robych,in esselunga, come in altri iper, il piu’ delle volte la frutta e’ congelata e fa cagare, come le altre cose del resto..
    Ma andatevene affanculo!…
    lavoratori di esselunga e della grande distribuzione svegliatevi!..
    Tra max 5/6 anni la grande distrubuzione stramazza al suolo…e esselunga finira’ forse prima, con la morte del leader che lasciera’ la gestione in mano a qualche incompetente…auguri..

    • robych
      Posted 29 giugno 2012 at 21:49 | Permalink | Rispondi

      E in tutto cio’ la merce si carica da sola?? certo che no, i bancali vengono caricati aitumaticamente in magazzino, ma in tutto ciò serve come sempre il braccio umano
      Che rincoglioniti..dove sono i lavoratori al di fuori dei laboratori??eccoci!
      caxx su quel banco del servito ci saranno 200 prosciutti appesi…che pagliacci..sono circa 40 e sono appesi in tutti gli esselunga..e sono veri, vengono cambiati periodicamente
      Robych,in esselunga, come in altri iper, il piu’ delle volte la frutta e’ congelata e fa cagare, esselunga non vende frutta congelata come fresca, semmai viene conservata in celle frigorifere a +4/6°C come le altre cose del resto..?
      Ma andatevene affanculo!…
      lavoratori di esselunga e della grande distribuzione svegliatevi!..non ho ne offeso ne mandato affanculo, gradirei non lo facessi neanche tu
      Tra max 5/6 anni la grande distrubuzione stramazza al suolo…bisogna pur sempre mangiare! e esselunga finira’ forse prima, con la morte del leader che lasciera’ la gestione in mano a qualche incompetente…di sicuro caprotti non è un pirla,auguri..grazie altrettanto

      • Simone
        Posted 13 gennaio 2016 at 02:08 | Permalink

        Io ci ho lavorato in un’Esselunga, prima di trovare un impiego piu decoroso, e posso confermare che i lavoratori di SS-lunga sn dei fantocci lobotomizzati, sn una massa di paraculi e (cosa ancor piu grave) credono VERAMENTE a tutte, ma proprio tutte le stronzate che gli propina quel vecchio stronzo incartapecorito di Caprotti.
        Ma, come ha detto giustamente qualcuno…contenti voi!
        Fiero di nn far più parte di questa industria di schiavisti.
        Invito tutti a boicottarla!!

3 Trackbacks

  1. By Commercial(s) | A Day in the Life on 13 dicembre 2011 at 18:26

    […] so che non ha senso fare paragoni, ma dopo avere visto quello che ha fatto Tornatore per Esselunga, il pensiero corre a quello che Woody Allen aveva fatto per la Coop, producendo – peraltro […]

  2. By Sostituti degli aguzzini fiscali « Buseca on 14 agosto 2012 at 21:45

    […] moderne ed efficienti che ha fatto produrre perfino un DVD da un regista “di grido” (per la cronaca Tornatore) per pubblicizzare la […]

  3. […] finire, una botta di ironia qui, con una recensione sul vergognoso filmino di Tornatore, “Il Mago di […]

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