40 domande sul cinepanettone

Tanti anni fa, era l’epoca di Natale in India, il nostro Fede scriveva “mentre mi vergogno canticchio ‘Quant’è bella Meganghella’”. Oggi, mentre i cinepanettoni arruolano il ct della Nazionale e Megan Gale è diventata testimonial L’Oreal, cosa è cambiato?
Secondo me (esagero un po’) praticamente nulla: il cinepanettone era ed è una roba che coinvolge per poco tempo e in modo epidermico gli spettatori italiani, che lo mangiano nei giorni in cui vedrebbero al cinema praticamente qualsiasi cosa e poi se lo dimenticano alla svelta.
Alan O’Leary, che insegna all’Università di Leeds, invece, pensa che il cinepanettone abbia un seguito di fan che sta alla base di effetti culturali non solo interessanti, ma in qualche modo misurabili. E che il discorso sul cinepanettone abbia un posto di rilievo in questo Paese.
La differenza tra me e lui, però, è che io parlo per impressioni, lui invece il fenomeno lo sta studiando seriamente. Tanto seriamente che sul suo blog trovate un questionario rivolto a tutti, spettatori, non spettatori, fan e detrattori del cinepanettone. Il questionario, in italiano, si compila in 10 minuti, le domande sono veramente semplici e vale proprio la pena di farlo.

Annunci

One Comment

  1. Catherine O'Rawe
    Posted 15 novembre 2011 at 22:44 | Permalink | Rispondi

    Ah, vorrei tanto vedere il nostro Trap in un cinepanettone, magari come il padre di Boldi?

One Trackback

  1. […] nazionale? Alan O’Leary, di cui abbiamo già parlato altre volte, prosegue il disorso sul cinepanettone e anticipa sul suo blog alcuni contenuti di un capitolo che […]

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: