Il Nostro Viaggio nel Cinepanettone: Vacanze di Natale ’90, Enrico Oldoini, 1990

Fino a Che Punto L’ho Visto: 
Visto tutto, con enorme difficoltà. C’è un limite di 35, 40 minuti, poi il cervello di una persona normale grippa per il numero di bestemmie incamerate e si sente la necessità fisica di bloccare la visione per sfogarsi. Tipo mordendo un pezzo di marmo con i denti.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
Sinceramente, non capisco la domanda. Potrei azzardare che forse questo è il primo dove si consolidano le due macchiette: Massimo Boldi interpreta il varesotto polentone con la fabbrichetta, contrapposto a Christian De Sica mantenuto romano caciarone. Non è che proprio ci sia da festeggiare per questo colpo di genio, eh?
Un’idea della trama senza verbi: 
De Sica fidanzato per interesse con Moira Orfei + Boldi sposato con la fedigrafa Giannina Facio = citazione a sprosoito (con tanto di musichina hitchcokiana) a Delitto per Delittoche lo sceneggiatore Franco Ferini ha studiato, oh. Abatantuno terrone ignorante muto inserito in un contesto a lui avulso. Ezio Greggio mantenuto wannabe con la Cucinotta. Andrea Roncato (ciccione pelato con le adenoidi) ex di Corinne Clery, insidiato dalle di lei figlie, probabile incestuoso.
Un viso che emana scaltritudine

Un viso che emana scaltritudine

La Gag che Fa Ridere: 
Ho riso tipo tre volte. Di cui due per i rumori quelli in post produzione degli schiaffoni, quelli che ci sono anche nei film con Bud Spencer. La terza risata (isterica) m’è sfuggita quando un Massimo Boldi tutto spettinato, tenta di entrare dalla finestra nella camera di una vecchia orribile. La donna lo scopre e tenta di impedirgli l’ingresso. Lui la limona per poi dirle: “Bella fighetta dei Grigioni! Vado via che se no ti spacco in due!”. E lì, che iddio mi perdoni, ho riso. Ah, anche se si possono considerare delle risate a denti stretti, le parti con Abatantuono terrunciello sembrano Woody Allen a confronto del resto.
La Gag che fa Vergognare: 
Ezio Greggio non fa MAI ridere. Mai. A me personalmente ha fatto ridere penso tre volte in vita sua quando faceva l’Asta Tosta al Drive-In e faceva vedere il quadro di Teomondo Scrofalo. Ma avevo 8 anni e il cognome Scrofalo mi fa ridere ancora oggi perché sono una persona dai gusti semplici. Qui Greggio tenta una comicità surreale, ma non è proprio il suo: mette amarezza, non fa ridere e si vede che si impegna anche. Sembra lo zio quello scemo che era uno simpatico alle elementari, ma che adesso è solo triste e anche vostra nonna lo tratta come uno un po’ lento di comprendonio. Ogni volta che compare sullo schermo, il film – che è già di rara bassezza – diventa ancora più squallido. Ah, tra l’altro ha anche due bellissime battute a sfondo lievemente razzista nei confronti del suo aiutante Isaac George. Lo chiama Mandingo e lo invita a scambiare soldi con noci di cocco. Perché è negro. Ahahahahah, che ridere che lui è negro!
E viene giù il cinema

E viene giù il cinema

Natale al Cesso:
Tutta la storia di Andrea Roncato che rischia di finire a letto con sua figlia è piuttosto disgustosa. Un vecchio con le adenoidi gonfio come un otre, che fa il marpione con delle ragazzine. Sincero disagio. Ma la volgarità moderna dei cinepanettoni, quella cui siamo abituati oggi, quella con Boldi e De Sica che devono fare la cacca in continuazione, non è ancora arrivata.
Ma quanto è Bella Meganghella:
La bella del film – unica per altro a mostrare una mezza tetta, mentre impegnata in un rapporto sessuale su una pelle di leone, con dietro un camino, con uno pettinato come un Mocio Vileda biondino – è la musa di Ridley Scott, che l’ha infila in tutti i suoi film da Il Gladiatore in avanti: Hannibal, Le Crociate, Il Genio della Truffa, Un’ottima Annata. Parliamo di quel genio della recitazione che è Giannina Facio, che all’epoca era una divetta televisiva italiano nota per le sue forme, per l’aria lievemente zoccoloeggiante e per l’accento esotico. C’è anche una giovane Maria Grazia Cucinotta, ben quattro anni prima de Il Postino, ovviamente doppiata e con le sue grandi tettone quasi sempre de fori. Due delle attrici più scarse di sempre. Che pena.
Ridely Scott is amused

Ridely Scott is amused

E questa sera, al Queritmo, la musica più fica: 
Tre canzoni in tutto, ripetute fino allo sfinimento. Quella proprio da “Su Le Mani!” durante il festone di Capodanno è
Poi si sentono Hold On di Wilson Phllips e – rullo di tamburelli e odore di megafail – The Great Song of Indifference di Bob Geldof.
Il “Cinema italiano di qualità” cosa prende da questo film:
Direi nulla se non forse la storia di Roncato ex sciupafemmina che rincontra la donna della sua vita una volta diventato un vecchio gonfio e con le adenoidi. Nel C.I.d.Q. si sarebbe sottolineato il lato tristone della questione. Qui ancora un po’ gli si fa scopare sua figlia.
Equivoci per Chili di Pellicole = Feyedau Scomodato a Caso
Abatantuono, siccome non parla, viene scambiato per uno colto e raffinato e quindi portato nell’altra società. In realtà egli è un terrone. Che equivocone divertentissimo. Ezio Greggio tenta di scopare la Cucinotta che è la moglie del suo migliore amico. Che equivocone spassosissimo. Le figlie fighe di Corinne Clery si vogliono tutte fare quel cesso di Andrea Roncato, uno mezzo pelato, gonfio e con le adenoidi. Il fatto che nell’economia del film egli venga considerato un figo sciupafemmine è già di per sé un mega equivoco. Che equivocone esilarantissimo.
Guest Star:
C’è Moira Orfei. Take it or leave it.
Ed è tra le più brave...

Ed è pure tra le più brave...

Ué, testina, it’s the sublim: 
Mi hanno lasciato interdetto due cose: l’urlo di Massimo Boldi che si mixa in dissolvenza con il fischio del treno che arriva St. Moritz. E nel momento più alto del film Ugo Conti e Diego Abatantuono parlano tra di loro telepaticamente. Entrambi con accento da terrunciello. Che a Ugo Conti viene non male, ma MALISSIMO.
Lo Specchio del Reale:
Una battuta sull’effetto serra. Una su Tomba, una su Senna e un paio sui Vu Cumprà. Tutto qui.
Concita de Gregorio s’è impossessata di me: 
Il nostro mondo sta andando a rotolissimi verso un prossimo conflitto mondiale in cui poi alla fine forse arriverà Ken Shiro e ucciderà Berlusconi salvandoci da maledizione certa. Un tempo noi c’avevamo il cinema italiano di qualità in grado di riflettere la società e infatti io e i miei amici siamo troppo colti e simpatici, invece i giovani d’oggi hanno gli sterei negli orecchi e poi non si mettono la cintura di sicurezza e vanno nei posti dove il cappuccino costa 4 mila lire e tutti sognano di scopare Giannina Facio perché Berlusoni l’ha messa in Emilio. Che però c’ha una bella sigla: “aiaiai se faccio un figlio, aiaiaiai lo chiamo Emilio, sempre meglio di Basilio, se una femmina non so….”. Comunque la cosa importante da dire è che un tempo qui era tutta campagna e noi potevamo salvare questo paese ma poi mi sono distratta un attimo e sono andata a vedere un film sulla bulgaria e allora non se n’è fatto più nulla che il giorno dopo avevo una vernice e ho fatto ape con dei miei amici molto raffinati che non hanno mai visto la televisione in vita loro, anzi, che manco ce l’hanno la televisione che loro leggono solo dei libri e invece io ho visto dei ragazzini pieni di droga che tentavano di accendere un libro con un telecomando e questa è tutta colpa di Berlusconi e non mia. Sia chiaro.
Il crollo delle ideologie

Il crollo delle ideologie

2 Comments

  1. Posted 10 dicembre 2011 at 20:00 | Permalink | Rispondi

    george isaac, che (dico) forse, nella vita normale doveva pur essere un tipo dotato (poliglotta e scrittore (!?)), resta un mistero degno di giacobbo (chi è veramente?). macchietta totale anche più di guido nicheli e bombolo, nello pseudo-cinema italiano pare uno da minstrel show fuoritempo, un figlio di abramo/vanzina ‘negro’ da immolare alla comicità romano/polentona, sempre avida di far notare ai diversi da loro quanto sono diversi da loro (con gran fortuna per i diversi, direi). era cosciente di ciò che rappresentava? se fotteva? magari dicendo: ahò, se qualcuno deve farlo, lo faccio io, meglio che fare veramente il vu cumprà. chissà quanti complimenti gli facevano dalla nigeria…

  2. Il telespettatore esigente
    Posted 12 dicembre 2011 at 10:00 | Permalink | Rispondi

    Un vecchio pelato circuito da minorenni.
    Uhm…
    Ma l’ha prodotto FilMauro o Medusa?

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: