Il nostro viaggio nel Cinepanettone/Vacanze di Natale ’91, Enrico Oldoini, 1991

Fino a che punto l’ho visto?

Tutto, con molto sforzo, in due giorni, con qualche pausa sparsa per dedicarmi a cose più divertenti e far prendere aria al cervello. Tipo lucidare il parquet o cucinare dello spezzatino

Riusciamo a dargli una qualche valenza?

Poca roba, diciamo che siamo nella fase di consolidamento della formula cinepanettone. Ma a parte a coloro che gli frega qualcosa del fenomeno cinepanettone, siamo a interesse nullo.

Un’idea della trama senza usare verbi

St. Moritz. De Sica e Boldi omonimi, cognome Lambertoni: Boldi milanese buddista e fumatore di pipa con moglie gnocca in coppia libera, De Sica burino geloso con Nadia Rinaldi moglie. Tanti equivoci. Andrea Roncato e Nino Frassica in un’improbabile coppia gay. Battute del tipo “l’orecchione di Achille”. Ezio Greggio scultore dark alle prese con fantasmi delle varie mogli in una magione gotica. Alberto Sordi (cristo, che amarezza) cameriere saggio padre della rampante Ornella Muti.

La gag che fa ridere

Comincio a pensare che Mereghetti, il quale nelle recensioni primi cinepanettoni salvava solo le apparizioni di Boldi, non avesse tutti i torti. Confessiamo quindi di aver riso quando Boldi, a letto con la Rinaldi, fuma la pipa e dice “come dice Budda: l’è bona la meringa, ma ades ghe n’è minga”. Aggiungerei quando de Sica insegue Boldi con un calorifero e quando il de Sica ignudo coperto solo di un mazzo di fiori dice “ma dov’è la dignità!”. Quasi un’autocritica mtacinematografica.

Poi, ma quello è il cervello fritto completamente anche l’ingresso nell’hotel di St Moritz di Boldi non è male come momento di completa assurdita: “Ciao, Hansel! ciao Gratel (sic)! Come stai Strudel? Saluti Knaus!” è talmente deficiente che ha un suo senso, anche se assolutamente non una dignità.

La gag che fa vergognare 

Anche se è l’episodio meno caciarone, quello di Alberto Sordi è quello che mette più amarezza. Soprattutto, la telefonata di Sordi,cameriere saggio, con il presidente della repubblica per dargli la ricetta delle lumache allo champagne dà l’idea di un mondo che si è inabissato definitivamente, e con un sospiro di sollievo. Sollievo triste e amaro.

 

Natale al cesso

L'irresistibile gag dei capelli dritti in testa

C’è Ornella Muti che corre al cesso dopo aver mangiato le lumache, c’è De Sica che fa credere a Boldi di stare appestando il bagno mentre finge le puzzette con l’incavo del braccio, ma la roba più impressionante è indubbiamente l’episodio di Ezio Greggio. Non fa ridere, mai mai e poi mai. Quando entra nella sua casa di St. Moritz, di stile gotico, dice la battuta più agghiacciante dell’intero film “L’ho comprata da una famiglia…la famiglia Addams”. Da sottolineare anche “E’ morta marta, merta” quando gli muore la moglie, che è la vetta di umorismo surreale a sui si arriva, e sicuramente anche la roba più divertente che dice Greggio nella sua apparizione.

Che Greggio abbia visto e abbia amato Frankenstein Jr. non lo mettiamo in dubbio, anche io l’ho visto più e più volte. Da lì a ritenermi in grado di rifarlo, beh, ce ne passa.

Nel caso non foste morti dalle risate la prima volta che l'ho fatta

Ma quant’è bella Meganghella

Menzione speciale per Connie Nielsen, che poi si ritaglierà una carriera più che decente (tipo Il Gladiatore), si trova qui a fare il ruolo della moglie defunta e fantasma di Greggio contemporaneamente della sorella gemella della defunta (sic). Non so se vi ho detto che Greggio fa il ruolo l’artista concettuale che dipinge quadri solo neri e dice battute che non fanno ridere. Non vorrei che ve lo foste dimenticato perché è importante

Comunque, quasi epocale l’apparizione del fantasma sulle piste da sci, in tanga e con le puppe di fuori. Potrebbe vincere il premio per la manifestazione ectoplasmatica più deficiente della storia del cinema.

Il coté soprannaturale del cinepanettone

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!

Una colonna sonora un poco sottotono, secondo me. Non cosa fosse successo nel 91′, magari io mi ero distratto ma altri cinepanettoni sono stati più forti da questo punto di vista.

Per capire subito che è cominciato quel decennio senza nerbo si parte subito con un bell’Albertino, ch si presenta subito come dominatore del decennio,

Altri pezzi degni di nota sono Do You Wanna Funk e ben due pezzi dei Crystal Waters, tra cui quello che ho sicuramente ballato di più e pure voi secondo me (consiglio di ascoltarlo mentre porseguite con la lettura di questo post. Io lo ballavo al Sonnambula: potremmo fare un sondaggio: in quale postaccio lo ballavate voi?

Il “cinema italiano di qualità” cosa prende da questo film

Non lo ammetterebbe mai, ma secondo me Ozpetek ha imparato molto dalla rappresentazione della coppia gay Roncato-Frassica. Anche perché è l’episodio più insensato di tutti, senza uno sviluppo, senza battute memorabili, senza un finale che sia tale (oddio, si capisce che entrambi riscoprono il piacere della gnocca, ma è talmente involuto che potrebbe pure volere dire tutt’altro) e quindi ci si ritrovano molte cose del cinema di qualità contemporaneo.

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso

Parecchi:

1) Boldi e De sica si chiamano entrambi Lamertoni: quindi si ritrovano per sbaglio nella stessa camera da letto e c’è un monologo di Boldi di 3 minuti buoni su questa cosa del cognome.

2) La moglie fantasma di Greggio ha una gemella, quindi molta confusione tra gnocca in carne ed ossa e gnocca incorporea

3) Frassica deve fingere di essere etero, per non far scoprire al figlio di Roncato che il padre è gay. Quindi equivoci a non finire su è gay, mi tradisce? con chi?Un maschio o una femmina? SPOILER: tutti e due alla fine riscoprono il piacere della gnocca. L’avreste mai detto?

4) La Muti è figlia di Sordi, ma non lo dice perché lei è rampante e lui cameriere e quindi tanto imbarazzo con gli amici rampanti

Guest star

Beh, Alberto Sordi e Ornella Muti in un episodio scritto da, temo, Sonego. Come già detto, la tristezza di un mondo che naufraga come Atlantide. L’ho già detto, mi ripeto perché vi entri in testa per benino

Ué, testina, it’s the sublim

La tetta fantasma non è male, ma anche la moglie di Greggio, la povera Susanna Bequer doppiata in fiorentino fa raggiungere vette di orrore. Forse il punto sublime è questo: pensate a Massimo Boldi, pensate al buddismo, pensate all’inizio degli anni 90′ metteteli assieme e cosa ne esce?

Ebbene sì: Roberto Baggio ovverossia

Il divin codino

Lo specchio del reale

lasciando perdere la parte veramente triviale sugli omosessuali, l’unico richiamo al reale può essere considerato l’episodio di Sordi, che chiama in causa giovani rampanti che vogliono un appalto da un vecchio politico adorato da tutti, chiamato da tutti “Eccellenza”, ma che però è amico davvero solo del povero e vecchio cameriere. Solo a descrivere sta roba mi sono venute le ragnatele sulla tastiera per quanto è una concezione anziana.

I miei due neuroni per un cavallo

Poco da dire, l’unica cosa è che, all’interno del filone cinepanettone, Oldoini ha il merito (sebbene sia il più scarso dei registi che si sono cimentati con genere) di saldare l’intuizione dei Vanzina con il linguaggio televisivo assolutamente dominante all’epoca. In realtà tutto andrà a compimento nel film successivo, Anni 90, ma già in questo si ha una completa separazione delle linee narrative, che si riducono a scenette, l’umorismo (che iddio mi perdoni se lo chiamo così) di Greggio che è totalmente da piccolo schermo, Alberto sordi e tutto quello che si porta appresso vengono rinchiusi in un angolo, com se fossero uno slot di palinsesto. In ogni caso, so capisce già da questo film che Boldi e De Sica hanno una marcia in più rispetto al resto della truppa. E per questo diventeranno loro gli eroi del genere.

8 Comments

  1. Valido
    Posted 11 dicembre 2011 at 12:22 | Permalink | Rispondi

    Da questo numero in poi ESIGO che venga segnalato se c’e’ una scena in cui Boldi e De Sica si ritrovano sotto la doccia insieme. Sto compilando delle statistiche.

    • manu
      Posted 12 dicembre 2011 at 14:07 | Permalink | Rispondi

      Vale solo la doccia o possiamo allargare a un più generico cesso?

      • Valido
        Posted 12 dicembre 2011 at 14:20 | Permalink

        Vale anche al cesso, ma solo se uno dei due e’ sulla tazza impegnato in cio’ che gli inglesi chiamano un “numero 2”. Grazie.

      • manu
        Posted 12 dicembre 2011 at 14:25 | Permalink

        Allora in questo caso non accade. C’è solo un momento in cui Boldi entra in un cesso dove era appena stato De Sica e si lamenta dell’inferno in terra

  2. diego
    Posted 11 dicembre 2011 at 13:32 | Permalink | Rispondi

    oddio, rileggendo il pezzo mi viene un sospetto terribile: che Sordi e Muti siano parenti, è una gag metacinematografica?

    • manu
      Posted 12 dicembre 2011 at 14:06 | Permalink | Rispondi

      Ricordo che alle elementari c’erano un sacco di barzellette sul tema. Magari hanno preso da lì

  3. Francesco
    Posted 12 marzo 2013 at 02:52 | Permalink | Rispondi

    Cosa significa che il finale dell’episodio di Andrea Roncato e Nino Frassica è talmente involuto che potrebbe pure volere dire tutt’altro?

  4. Francesco
    Posted 30 maggio 2013 at 10:13 | Permalink | Rispondi

    La colonna sonora di questo film è fantastica, e non mi sembra affatto che gli anni ’90 sono stati un decennio senza nerbo. Inoltre, la gag di Alberto Sordi che telefona con il presidente della repubblica non è per niente vergognosa.

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