Il nostro viaggio nel cinepanettone: Vacanze di Natale ’95, Neri Parenti, 1995

Fino a che punto l’ho visto?
Tutto. E inoltre, sarà che ero in treno, non ho neanche sofferto sulla distanza. La durata è più che onesta: siamo sui 90 minuti.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
Allora, se dobbiamo ragionare in termini storici, e non semiotici né culturali, il primo vero cinepanettone è questo, da qui parte un filone con poche e riconoscibili varianti e con una struttura artistica e produttiva ricorrente (Filmauro, Neri Parenti, Boldi, De Sica). Certo, il primo Vacanze di Natale ha parecchi elementi in comune con i cinepanettoni degli ultimi 10-15 anni, ma se proprio la vogliamo dire tutta quel progenitore assomiglia di più a Sapore di mare, ovviamente, o ai vecchi film vacanzieri degli anni Cinquanta e Sessanta che a Natale sul Nilo

Un’idea della trama senza usare verbi
Aspen, Colorado. Colombo (Massimo Boldi) brianzolo divorziato in vacanza con figlia adolescente (Cristiana Capotondi) fan di Dylan di Beverly Hills 90210 (Luke Perry). Proietti (Christian De Sica) romano giocatore compulsivo e bugiardo in cerca della ennesima riconciliazione con la moglie americana (Elizabeth Nottoli).

La gag che fa ridere
A me fa ridere Boldi, non so che farci. Il modo in cui mescola protervia da lombardo coi soldi e candore infantile lo trovo spesso notevole. La sequenza in cui interpreta San Giuseppe in un presepe vivente marionettistico, muovendosi a scatti e lamentandosi della ex moglie, quasi all’inizio del film, non è nulla male. E anche la scena della doccia, la prima di una lunga serie,in cui ritrova nudo con De Sica mostra una consapevolezza del proprio corpo comico che altri colleghi, secondo me, non hanno. Potrei spararla e dire che Boldi avrebbe meritato qualcosa di meglio che film come questo, ma forse la verità è che funziona in questo tipo di costruzioni e che nella classica commedia di situazione non avrebbe lo stesso effetto.

La gag che fa vergognare
Le battute razziste e omofobe fanno un po’ vergognare. In ordine sparso si odono motti di spirito su: romeni, zulù, polacchi, profughi di non meglio specificata provenienza e qualcos’altro che sicuramente adesso dimentico. Il peggio però lo si raggiunge con le battutone sugli omosessuali. La cosa in sé sarebbe sgradevole e e basta, se non fosse a) ossessiva, b) centrale rispetto alla definizione comica della relazione tra Boldi e De Sica, i quali, in preda a una curiosa coazione a ripetere, si trovano nudi sotto la stessa doccia, si palpano i genitali, si fanno dichiarazioni d’amore facilmente equivocabili.
Non è una gag, ma fa vergognare parecchio, la sequenza in discoteca in cui Cristiana Capotondi si issa sul cubo e inizia un balletto stile Non è la Rai per catturare l’attenzione di Dylan – Luke Perry. Prima o poi bisognerà capire anche per quale motivo il cinepanettone concepisce la bellezza femminile o sotto forma di Milf (Sabrina Ferilli rulez) o sotto forma di totally illegal (Capotondi, Vanessa Hassler).

Natale al cesso
Il peggio si raggiunge con Boldi che, impegnato in una lotta nel fango con due tipe palestratissime, ne approfitta per palpare ripetutamente l’abbondante seno di una di esse. La gag è già bruttarella di suo, ma a consegnarla agli abissi della tristezza c’è l’assoluta inadeguatezza di Boldi nel ruolo dell’ingrifato. Per capirci, molto meglio quando la butta sullo scatologico.

Ma quant’è bella Meganghella
La peggiore del filone: Elizabeth Nottoli, bionda, mascella volitiva, faccia californiana e cognome lucchese. (A proposito: Nòttoli). Per carità proprio brutta non è e all’epoca fece anche un audace servizio su Max, ma non resta particolarmente in testa. Non la aiutano né l’espressività, analoga a quella di un ventilatore rotto, né il ruolo a dir poco piatto.

Guest Star
Volendo fare i fighetti la guest star è il pasoliniano Paolo Bonacelli, pokerista smanioso di portarsi a letto la bella moglie di De Sica come saldo di un debito di gioco. In quegli anni, se non ricordo male, Bonacelli faceva anche la pubblicità del caffè Splendid. Però, siamo seri, il vero ospite di riguardo è Luke Perry, il bello con le orecchie un po’ a sventola di Beverly Hills, che non solo fa impazzire la figlia di Boldi, ma aiuta l’uomo a riacquistare il suo prestigio di padre.

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!
La colonna sonora sembra un po’ l’ultimo colpo di coda dell’epoca in cui i diritti per le hit costavano poco. Ci sono i Take That (Relight My Fire, Back for Good, Everything Changes), Annie Lennox (No More I Love you’s) e l’immancabile George Micheal con gli Wham! (Last Christmas): tutti pezzi che all’epoca consideravo con disprezzo e sui quali sono abbastanza fiero di non aver cambiato idea. Poi però c’è anche un vero classico del dancefloor dell’epoca, Scatman John con Scatman’s World, e, solo per i più estenuati cultori degli anni Novanta, gli N-Trance con una cover veramente fantasiosa di Stayin’ Alive.

Il “cinema italiano di qualità” cosa prende da questo film
Una delle cose peggiori del film stesso. La gag del personaggio che, a causa dei tratti somatici, viene scambiato per uno straniero, ma poi quando apre bocca ha un fortissimo accento regionale. Qua c’è lo zulù/napoletano, in Boris i peruviani di Velletri, ma la sostanza cambia poco poco.

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso
Almeno tre, tutti dei più classici. Scambio di valigia figlia di Boldi/moglie di De Sica. Arrivo provvidenziale di sorella gemella (ovviamente zoccola) della (ovviamente virtuosa) moglie di De Sica. Vittoria imprevista alla lotteria che consente ripagare il debito di gioco e di salvare l’onore della famiglia.

Ué, testina, it’s the sublim
Rivista oggi la sequenza della “discesa della morte”, con Boldi che viene giù da una pista seduto su un water montato su un paio di sci ha qualcosa di raggelante. Se si prova a levare la musica di Scatman John, lo so che è difficile, e a mettere qualcosa di più cerebrale, che so, T-électronique dei Faust, si può pensare che la scena venga da un Angelopoulos nevoso, tipo Il viaggio di Ulisse.

Lo specchio del reale
Come al solito: ricco e disordinato. Citazioni da o allusioni a Non è la Rai, Proposta indecente, Beverly Hills, Berlusconi (“Lui”), etc. E un immancabile, quanto inutile, momento pensoso, quando la piccola Capotondi dà una lezione di morale familiare al maturo padre.

9 Comments

  1. Posted 15 dicembre 2011 at 13:17 | Permalink | Rispondi

    vi ammiro immensamente.

  2. Fedz
    Posted 15 dicembre 2011 at 14:56 | Permalink | Rispondi

    Angelopoulos al cesso
    http://goo.gl/cagdv

    (togliete l’audio al video di sinistra)

  3. Bandini
    Posted 15 dicembre 2011 at 17:24 | Permalink | Rispondi

    Grande stima anche da parte mia per questa lodevole rassegna.

  4. Posted 16 dicembre 2011 at 11:44 | Permalink | Rispondi

    siete gli eroi di cui abbiamo bisogno, meglio di Batman.

    Ma era questo che aveva il trailer con Boombastic che terminava con la frase che ancora oggi mi toglie il sorriso “correte al cinema a boobastirvi dal divertimento” ?

  5. paolo
    Posted 16 dicembre 2011 at 12:18 | Permalink | Rispondi

    Grazie collettivo per gli attestati di simpatia.
    @Fedz: meraviglioso, con la connessione lenta che ho Boldi scende a scatti dal pendio e sembra ancora di più art cinema.
    @gig: il trailer non lo ricordo, ma c’è anche Boombastic; non ho capito però se si tratta dell’originale o di una cover messa insieme alla viva il parroco.

  6. Giuseppe
    Posted 16 dicembre 2011 at 17:59 | Permalink | Rispondi

    Voglio la recensione di “Via Montenapoleone”! Per favore…

  7. Posted 19 dicembre 2011 at 02:13 | Permalink | Rispondi

    La lezione corretta è “bumbasticarvi dal divertimento”.

  8. antonino
    Posted 30 dicembre 2013 at 19:16 | Permalink | Rispondi

    à ricchiò … La protagonista non è granchè (sic!) – Per le gag sugli omosex : nel 1995 nessuno si scandalizzava . Anche oggi – c’è poco da fare – fanno ridere

  9. Stefano
    Posted 21 novembre 2015 at 16:02 | Permalink | Rispondi

    Io li ho visti tutti i film del filone, trovo che questo sia uno dei più belli e mi ha fatto ridere di gusto. Trama sempliciotta (come tutti gli altri più o meno) ma ben congeniata, l ambientazione natalizio – americana è molto bella a mio avviso. Rispetto a tutti gli altri film di Natale tanti nudi e boccione in mostra … ma a me la cosa non dava molto fastidio ;) le battute sugli homosex sono lecite, e poi siamo nel 95 …. contesto culturale diverso da oggi… io questo film lo classifico al secondo posto della classifica dopo Natale a Cortina 2011.

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