Il Nostro Viaggio nel Cinepanettone: A Spasso Nel Tempo, Carlo Vanzina, 1996

Fino a che punto l’ho visto?
Tutto. S’è però consumato un vero dramma: non so per quale motivo, ho sbagliato a guardare il nostro calendario. Conseguenzialmente mi sono visto ieri un altro cinepanettone. Una volta realizzato l’erroraccio, ho dovuto recuperare, guardando due cinepanettoni in un sol giorno. Ora sono definitivamente un demente col cervello spappolato. Piripì cazzo figa ner culo frocio, ahahahaha.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
Manu giustamente notava ieri come Vacanze di Natale 95 sia il primo vero cinepanettone nella forma che oggi ben conosciamo. Questo è il primo esperimento sul tema: nel tentativo di smarcarsi immediatamente dalla formula ” poveri coglioni in vacanza in montagna”, si gioca la carta del film “poveri coglioni viaggiano nel tempo”. Uno strano azzardo e un evidente sforzo produttivo premiato però al botteghino con ben 22 miliardi di incasso e un’inevitabile seguito intitolato A Spasso nel tempo: L’Avventura Continua, di cui vi dovremo sfortunatamente parlare domani. Inevitabile, poi… Ufficialmente questo è l’unico cinepanettone con un vero e proprio seguito. Cioè, nel senso che ci sono gli stessi personaggi. No, ok, son sempre gli stessi personaggi in questi film… Intendo proprio che c’hanno gli stessi nomi. Vabbeh, ce siamo capiti, no? Aò, a zozzone, ma vattela a pija ‘nder posto! Toh! Aggiunta essenziale. Mi stavo quasi preoccupando. Fino ad ora questi cazzo di film che sono di una bruttezza lancinante, ci fanno sì vomitare, ma non sfoggiavano quella volgarità tutta matta omaggiata nel trailer del Capatonda, Natale al Cesso, al quale abbiamo reso omaggio in una categoria di questa nostra straordinaria avventura. Invece, eccola qui! A Spasso Nel Tempo è un film biecamente, incredibilmente, prepotentemente e stupidamente volgare. Anvedi sto frocione! Ahahahaha, ammazza che bocce che c’ha sta fregnona!

Christian e Brando nel segno di Vittorio.

Christian e Brando nel segno di Vittorio.

Un’idea della trama senza usare verbi
Universal Studios, Los Angeles. Ascanio Orsini (De Sica), nobile romano in vacanza con il figlio (Brando De Sica) e la moglie + Walter Bosio (Boldi) proprietario di un Multisala di Vimercate in vacanza con figlia e moglie + attrazione “della realtà virtuale” degli Studios rotta = tanti viaggi nel tempo.

La gag che fa ridere
Qui veramente poco o nulla. Ma che “poco”! Niente di niente! A meno che non vi facciano ridere due vecchi che sembrano essere stati appena operati al cervello e che si comportano in OGNI situazione come se fossero dei completi rincoglioniti. In quel caso, A Spasso Nel Tempo potrebbe essere il vostro film preferito di tutti i tempi. A stronzone! Pipipi pipi piì! Zum Zum! Ahahahahah, mazza che paserona!

La gag che fa vergognare
Tutto. Che vergogna. 22 miliardi di incasso. Un seguito. Per un film che si apre con Boldi che non trovando parcheggio si lamenta dicendo “è pieno di posti per handicappati!”. Un film dove quando uno balla è “un negro bianco con il ritmo nel sangue!”. Quando i nostri arrivano nel futuro, leggono il giornale e scoprono che il Presidente del Consiglio italiano è “un nero dal nome Bongo e c’abbiamo pure tutti i ministri extracomunitari!”. Inutile dire che poi tutte le battute del film sono impostate sul fatto che i due protagonisti si comportano in ogni epoca storica come se fossero sempre nel 1996. Per dire: Roma, 1944, Seconda Guerra Mondiale. De Sica fa un incidente con un furgone. Scambio di battute successivo. Boldi: “Ma chi credi di essere? Schumacher?”  De Sica: “Vabbeh, ma non m’è scattato l’ABS! Sto cazzo di furgone che nun c’ha manco gli airbag!”. E c’è sempre qualcuno lì di fianco che dice: “Schumaker? ABS? Airbag? Ma che state a dì? Nun se capisce gniente!”. Tutto il tempo così.  Aggiungiamoci una lunghissima serie di citazione ad altri film, giustificate dal fatto che Boldi ha un multisala a Vimercate e quindi il suo personaggio ne capisce di cinema. La più sconcertante è quella finale a Accadde… Domani di René Clair. La più bruta e peggio gestita è quella ad Amici Miei, che vi faccio vedere perché merita veramente tanto. Calcolate che è tagliata nel momento migliore in cui – visto che magari qualcuno non l’aveva ancora presa – Marco Messeri nella parte di Lorenzo il Magnfico dice ai suoi due compagni:”Amici Miei! Mi avete fatto tanto tanto divertire! Amici Miei!”

Per i più colti: Il personaggio interpretato da De Sica si chiama Ascanio Orsini, stesso cognome usato da suo padre Vittorio per Il Conte Max.

Natale al cesso
Come detto, A Spasso nel Tempo è il primo vero cinepanettone volgarissimo. De Sica e Boldi non riescono a contenersi e recitano urlando e saltando tutto il tempo in maniera talmente esagerata da risultare veramente due poveri dementi. La prima tetta compare dopo quattro minuti di film e le battute sessuali/razziste/omofobe si sprecano. Si sono rotti finalmente gli indugi e da qui in avanti per gli anni a venire sarà tutto un “A stronzone frocione che nun te piace la passera! Ammazza oh, che boccione!” o doppi sensi talmente telefonati e bassi che a confronto Brignano sembra George Carlin. In uno dei momenti più alti, durante l’avventura preistorica, una lucertola gigante acchiappa con la lingua il cazzo di Massimo Boldi. De Sica, sconcertato, grida: “Oddio, il lucertolone frocio!”. No, per dire… Vi mostro comunque la lunga sequenza con Boldi nella parte di Casanova che vale più di cento parole.

Ma quant’è bella Meganghella
Bellezze fini ma non finissime per questo film. Ela Weber nella parte di una puttanaccia russa che lo vuole picchiato forte da Massimo Boldi/Casanova. Veronica Logan nella parte di una delle donne preistoriche mezze nude. Manuela Arcuri (doppiata) nella parte della fidanzata giovane di De Sica nel 1962 a Capri con tanto di scena di topless. Deligatissime!

Guest Star
La guest star del film è Dean Jones nella parte del professor Mortimer, l’inventore della macchina del tempo. Dean Jones è un attore storico americano dei film per famiglie della Disney come 4 Bassotti per un Danese, la serie dedicata a Herbie Il Maggiolino Tutto Matto, Un Papero da Un Milione di Dollari e molti altri. Poverino. Altro speciale guest è il giovane Brando De Sica, figlio di Christian, ovvero colui che dovrebbe risollevare le sorti della sfortunata famiglia. Questo a voler dare credito a quella leggenda urbana per cui l’attrice Maria Mercader, nonna di Brando, sembra aver detto: “Il talento salta una generazione.” Diciamo che qui il talento di Brando è ancora ben nascosto. Ah! Dimenticavo Peppino di Capri nella parte di se stesso nella sequenza ambientata a Capri impegnata al Piano Bar impegnato in una scatenata versione di Saint Tropez. Scatta il filmato!

Come avete potuto notare, nel finale di questo prestigioso estratto ambientato nel 1962, vediamo De Sica suggerire a Peppino la composizione di Champagne, canzone scritta un decennio più tardi. Questo, insieme a un’altra gag di cui parleremo più avanti, è l’unico momento in cui viene sfruttato un meccanismo caro ai film dedicati ai viaggi nel tempo in cui è un personaggio proveniente dal futuro a modificare il passato. Ah, per non farsi mancare nulla, la colonna sonora del film è firmata Manuel De Sica.

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!
Il teaser del film che mostrava Boldi e De Sica ballare con delle cavernicole strappone fu montato all’epoca sulle note de La Macarena. Do you remember La Macarena?

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso
Torniamo ancora alla sequenza di Casanova, con Boldi che si finge il famoso seduttore per scopare a più non posso. Mascherine, una lunga serie di “Cielo mio marito!” e via discorrendo.

Ué, testina, it’s the sublim
Sempre nella parte ambientata a Capri, il De Sica del 1996 incontra il se stesso del 1962, in procinto di conquistare la sua futura moglie, interpretata da Manuelona Arcuri. Visto che il De Sica del futuro è ovviamente scontento del suo matrimonio – visto che al momento sua moglie è “‘na buzzicona con un culo così!” – fa di tutto per impedire che il lui del passato infiocini la Arcuri. Solo che ovviamente poi si fa prendere egli stesso da estrema passione nel momento in cui le vede le bocce. Risultato: è il De Sica del futuro ad aver inguaiato il De Sica del passato. Prendi questo, Ritorno al Futuro! Riflessione a margine. Ok che la Arcuri non brilla per acume e che, tolto un diverso taglio di capelli, i due De Sica sono identici, ma tra il De Sica del 1996 e quello del 1962 ci sono 34 anni di differenza. Possibile che non si sia riusciti a trovare una soluzione diversa? No, niente: la Arcuri non nota nesuna differenza tra i due e ovviamente si fa sedurre dal vecchio. Parentesi volgarità: visto che De Sica inizialmente non vuole fare all’amore, suggerisce alla ragazza di fargli “una cosetta con la mano”, per poi ingrifarsi, girarla e metterla a quattro zampe. Ma deligatisimo!

Il futuro che non è più quello di una volta

Il futuro che non è più quello di una volta

Lo specchio del reale
Siamo nel 1996. La lega comincia a parlare di Padania, Per questo motivo appena c’è la possibilità si fanno battute sui “teroni” e sul senatur. Vabbeh. Che ve devo dì, a stronzoni? Ma annatevene affangala, vah!

IMDb | Trailer

One Comment

  1. Giuseppe
    Posted 17 dicembre 2011 at 01:05 | Permalink | Rispondi

    Che dire? Deligatisimo!

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