Speciale Natale Horror: Santa’s Slay, David Steiman, 2005

Con lo specialone sui Cinepanettoni in pausa per una settimana, onde evitarne l’indigestione, prosegue la carrellata sui Babbi Natali più cattivi di sempre. Oggi, Santo Natale, è la volta di quello wrestler che perse una scommessa a curling e che ritorna più arrabbiato che mai a bordo di una slitta trainata da un cervo infernale. Insomma, la storia del noto vecchietto di rosso vestito come non ve l’hanno mai raccontata…

Ma voi lo sapevate che anagrammando Santa, il nome inglese di Babbo Natale, viene fuori Satan? Io non me ne ero mai accorto… E adesso che ci penso l’anagramma di film è milf… Quante cose si nascondono dietro l’alfabeto… Comunque, sapevate anche che Babbo Natale è nato dall’immacolata concezione, appunto, di Satana con una vergine, un po’ come Gesù nacque da una medesima immacolata concezione tra la Vergine Maria e Dio? E che in realtà il giorno di Natale anticamente era chiamato “Il Giorno della Carneficina”? Almeno fino a quando il satanasso dall’abito rosso non perse una sfida a curling (sì, proprio quello sport praticato generalmente da nordiche sovrappeso che si gioca facendo scivolare delle pentole a pressione sul ghiaccio armati di scopettone nda) con un angelo del Signore, condannandolo a mille anni di consegne di regali e bontà. Questo accadeva nell’Anno Domini 1005. E sarà proprio nel 2005, anno di scadenza della promessa-scommessa, che l’atmosfera natalizia comincerà a cambiare nella suggestiva cittadina chiamata Hell Township, dove un’adolescente dal nomen-omen Nicolas Yuleson (Douglas Smith), che ne vuole dalla Claire di Lost Emilie De Ravin, scoprirà dal nonno pazzariello e un po’ inventore che la causa di tutti i morti ammazzati nel circondario sono causati dal ritorno del noto umarèll di rosso vestito, che ha il fisicaccio dell’ex lottatore di wrestling Bill Goldberg, con pochi doni ma più arrabbiato che mai.

"Avete fatto i buoni quest'anno?"

Ecco, Santa’s Slay si può riassumere così: una trama tanto assurda da risultare surreale, che non si piglia mai troppo sul serio, e ci mancherebbe in un film dove lo scontro finale tra il Bene e il Male viene risolto con una partita a curling. Un tono divertito che mischia l’horror, almeno per il sangue e gli ammazzamenti (32 per la precisione), e la commedia dai forti connotati grotteschi, che si permette pure una vaga vena anticlericale nel personaggio del pastore del paese. Intendiamoci, stiamo parlando di un film abbastanza tamarro, interpretato da un wrestler e prodotto da Mister deligato Brett Ratner, quello che ha dichiarato che “Le prove sono roba da frogi”, che piazza alla regia il suo assistente David Steiman. Ma la confezione è tutt’altro che disprezzabile e, anzi, girato fin troppo in maniera professionale per un film del genere, con tanto di direttore della fotografia di Strange Days Matthew F. Leonetti e addirittura una sequenza in stop-motion. E che mi ha innescato, complice forse l’atmosfera natalizia che rende tutti più sentimentali, una sorta di madeleine di cinema anni ’80, di me undicenne il sabato pomeriggio in una videoteca a cercare con mio padre un film per la serata che promettesse azione, divertimento e un pizzico di paura. E non è un caso che ad interpretare il nonno del protagonista sia Robert Culp, ovvero l’agente FBI Bill Maxwell di Ralph Supermaxieroe. Fottuta nostalgia…

Il regalo sotto l’albero

Sicuramente la scena iniziale, un pranzo natalizio in una odiosissima famiglia dell’alta borghesia, composta da babbo tycoon James Caan (reduce dalla parte della vita in Elf), mamma cougar Fran “La Tata” Drescher + figli/fidanzati/complici/amanti, sconvolto dall’arrivo di Satana Claus, che uccide tutti, cane incluso, con ogni tipo di arma, compreso una coscia di pollo. E notevoli i titoli di coda, dove la lista di tutto il cast è come immagino sia quella di Babbo Natale, con un segno distintivo per chi è stato buono e chi cattivo. Gli stuntmen sono tutti cattivi.

IMDb | Trailer

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