Il nostro viaggio nel cinepanettone: Merry Christmas, Neri Parenti, 2001

Fino a che punto l’ho visto?
Ve lo giuro, tutto. Cento minuti tondi che paiono un’eternità. Credo uno dei punti più bassi raggiunti dall’industria cinepanettoniera. Un’accozzaglia di gag stiracchiate che avrebbero annoiato anche se condensate in dieci minuti l’una. E moltiplicate per tre hanno effetti devastanti.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
A esser proprio sinceri sinceri no. E non vorrei passare per quella che i cinepanettoni mai, anche perchè vi ho già confessato apertamente il mio amore per Vacanze in America che mi ha sempre fatto tanto ridere. L’ambientazione insolita forse? Amsterdam al posto delle mete vacanziere natalizie più gettonate. Poi ci sarà l’infilata di Egitti, Rii, Miami, Newyorche, Sudafrica fino a tornare a casa quest’anno, là dove tutto ebbe inizio, a Cortina.

Un’idea della trama senza usare verbi
Christian De Sica alias Fabio Trivellone (…), pilota aereo bigamo e fedele alle due famiglie con la selvaggia Selvaggia, bionda-tutta-pepe e palestra(la bona Paula Vazquez) e la serena Serena, mora-tutta-tette e relax (la bona retequattrina Emanuela Folliero, che uno mammà se la immagina proprio tale e quale) in gita ad Amsterdam con famiglia Serena e di lei figlio lesso, più inatteso avvento famiglia Selvaggia con figlia adolescente inquieta. Massimo Boldi alias Enrico Carli, industriale del panettone (metacinema) sostituto della figlia varicellata in viaggio di nozze ad Amsterdam con futuro genero coatto Cesare Mandrione (Enzo Salvi) in tentativo estremo di riappacificazione prenuziale. I Fichi d’India impresari di pompe funebri latori di urna cineraria a ricca olandese in cambio di cospicuo assegno. Il tutto nella modestissima cornice dell’Hotel Plaza.

La gag che fa ridere
Ecco, a essere sincera ce n’è una a un certo punto che mi ha strappato un mezzo ghigno che poteva assomigliare a un sorriso, ma vattelo a ricordare…Ah sì ecco…Boldi e Salvi in hotel, nella camera matrimoniale. Devono decidere dove dormire. Boldi vuole spedire Salvi sul divano.
“Aho ma ‘ndo sta??”
“Ecco ora esci dalla stanza, fai due passi, apri una porta, e te ne vai a fanculo!”
“Aho, grazie pe’ e cordinate!”
Ecco, per dire, su cento minuti di film questa è l’unica battuta accettabile. Sul resto sopravvoliamo.

La gag che fa vergognare
Tolta la gag di cui sopra restano 99minuti e 42 secondi di film tra cui scegliere in tutta libertà. Si va dalle continue allusioni alle dimensioni del pisello del figlio-Sereno di De Sica (si varia da “colosso di rodi” a “sto trapano” a “sto coso che c’hai in mezz’a e gambe” a “quer gatto che ti ritrovi” et coetera) alle smorfiette da checca isterica del portiere d’albergo gayzzimo al di lui compagno che ovviamente è machissimo e negrissimo fino a quando non getta la maschera da duro per strusciarsi contro alla spalla del suo portieruccio alle mignotte in vetrina ad Amsterdam con cui Boldi tenta di sedurre il futuro genero per fornire alla figlia un pretesto per lasciarlo. Che poi lui, alla fine, burino e coatto com’è, c’ha ‘n core grande così. Ha’ capito? Che lezione morale.

Natale al cesso
Direi che qui sulla tazza del cesso ci si rimane comodamente seduti per i minuti succitati. Comunque forse la roba che mi ha fatto più ribrezzo è la seguente: Boldi-De Sica per sbaglio si infilano in una macchina di rapinatori di gioielleria scambiandola per un taxi. Riescono a fuggire. Si rifugiano da un tatuatore, che li costringe a farsi un piercing. Devo dire dove glie lo fanno o ci arrivate? Bene. Ora, quello di Boldi è corredato di simpatica protesi zigrinata in metallo. La usa per tentare di aprire la serratura di una macchina con la quale riuscire a tornare all’albergo. De Sica aiuta Boldi mimando i movimenti. Arrivano due poliziotti con un ladruncolo in manette. Nero. Ovviamente. Scoppia a ridere “Ah ah ah quei due stanno scopando la macchina! Ahahah!”. Finiscono in commissariato. Boldi ha la portiera della macchina con sè. La scena viene giudicata talmente efficace che verrà ripetuta un paio di volte in frangenti diversi. Eh già. Giuro, è vero.

Ma quant’è bella Meganghella
Mogli bone e figlia molto bona, la modella Sarah Calogero. E anche stavolta si ripete il modello giustamente individuato dal dottor Noto dell’alternanza Milf-ninfetta, che a questo punto diventa topos.

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!
Qui si parte con Anastacia che ha pagato i suoi debiti, per il resto la colonna sonora è un po’ deboluccia. Insomma, il resto è silenzio dance.

Il “cinema italiano di qualità” cosa prende da questo film
Ah ragazzi, tenetevi forte perchè qui i temi sono di quelli scottanti. Il dialogo intergenerazionale (Boldi-Salvi), il tema della lealtà, l’incapacità decisionale cronica del maschio italiano che ama tanto la famiglia da averne due. La prima volta degli adolescenti. Le famiglie allargate. Roba che se lo vedono Muccino o Ozpetek ci fanno i prossimi dieci film. O forse hanno fatto gli scorsi loro dopo averlo visto.

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso
Film tutto basato sull’equivoco. I figli di De Sica che dicono a papà di aver conosciuto un esemplare dell’altro sesso, con papà che prima spinge il figlio a usare il poderoso coso poi lo dissuade temendo la preda sia la sua amata figlioletta. Boldi che crede di cogliere in flagrante tradimento il futuro genero che abbraccia una spogliarellista a tette nude in una casa di Amsterdam, ma la povera ragazza ha solo un tatuaggio di Totti in mezzo alle tette e quello, solo quello sta baciando il nostro, devotamente, incurante del trionfo di capezzoli induriti. L’equivoco della portiera di cui sopra. L’equivoco del taxi di cui sopra. Sto scordando i Fichi d’India. Perdonatemi, è più forte di me, ho sempre provato un misto di sdegno e razzistissimo disprezzo nei loro confronti, non ci posso far nulla. Per tutto il film cercano le ceneri del defunto da riconsegnare (perchè ovviamente l’urna cineraria originale si è rotta) dentro ai vasi dell’albergo. Di una demenza inenarrabile.

Ué, testina, it’s the sublim
Ecco, l’unico momento riuscito è quello in cui De Sica si ritrova in ascensore con le due mogli in un grande magazzino, entrambe a caccia di regali per lui. Lui in mezzo, prende due piccioni con una fava. Riporto il monologo.
“Amore c’ho ripensato… invece della sorpresa è meglio che me o scelgo da solo il regalo… perché poi io conosco la misura, la stoffa e il colore… e poi se non va bene o devi cambia’… e c’ho lo scontrino non c’ho lo scontrino…e quello non te lo vo cambia’…e tu ce devi andà a litiga’… me dev’incazza… me rovino il Natale te o rovino pure a te…anzi sai che te dico?me ne vado in albergo comprame quello che te pare ciao…..(esce dall’ascensore) Ma chi so’? Mission impossible?”

Lo specchio del reale
I temi ozpetekiani e mucciniani di cui sopra possono rappresentare un flebile tentativo di approccio ad una riflessione su… Vabbuò dai…Il marito cornificatore e le mogli devote. Il padre protettivo con la figlia femmina e attizzatore con il maschio…Mamma santa… Altri due luoghi comuni e svengo.

I miei due neuroni per un cavallo
Ho provato a cercare un senso senza trovarlo. Tranne che deve essere sembrato un colpo di genio agli sceneggiatori giocare l’intera commedia sull’equivoco e lo scambio, roba che sa tenere incollati a quanto pare migliaia di spettatori in preda a spasmi gastrici post prandiali. La roba diverente è che al termine della visione del film mi sono imbattuta in una puntata di Tv Talk su Rai Tre, ospite d’onore Ricky Memphis lì a raccontare quanto era stato bello essere scelto per questo nuovo cinepanettone, omaggio al capostipite di tutto il filone nel lontano 1983. E c’era pure Giorgio Simonelli, grande cultore di cinepanettoni, del quale restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento. Il lucido commento di Memphis è stato “Ahò, che vvolete? IO me so’ divertito”. Risposta che peraltro ha dato a qualsiasi domanda gli sia stata posta. Io un po’ lo amo.

4 Comments

  1. Ettore
    Posted 29 dicembre 2011 at 14:04 | Permalink | Rispondi

    Vi stimo!

  2. Posted 29 dicembre 2011 at 14:47 | Permalink | Rispondi

    Perché avete citato i Fichi d’India ? La coppia comica (????????) più triste che si sia mai vista in televisione… soffrirò di reflusso gastrico tutto il giorno, ahimé !

  3. papessa
    Posted 30 dicembre 2011 at 01:58 | Permalink | Rispondi

    eh lo so, li avrei evitati…ringrazia il cielo che non ti ho citato la gag di punta…

  4. Posted 30 dicembre 2011 at 02:46 | Permalink | Rispondi

    Probabilmente alcune scelte sono un’inconscia espiazione delle proprie colpe. A ogni modo noi possiamo solo osservare con affezione e stima imperitura quegli “eroi che fecero l’impresa”…
    …quale che essa sia.

    A presto.
    A.

Pubblica un Commento

Required fields are marked *

*
*

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: