Christmas in Love, Neri Parenti, 2004

Fino a che punto l’ho visto?
Ma che domande fai? Tutto. E dire che questa cazzata dura la bellezza di un’ora e 56 minuti. Ma c’abbiamo preso gusto e abbiamo fatto quest’orribile scoperta: il cinepanettone crea dipendenza. Ormai se non vedo un film ambientato in una rinomata localtà di villeggiatura a settimana, mi viene il mal di testa. L’altro giorno mi hanno invitato a vedere Le Idi di Marzo al cinema e io mi sono inventato la scusa che l’avevo già visto per stare a casa a vedere sequenze tratte dai miei cinepanettoni preferiti. Al momento sono in contatto con la Criterion per curare un gigantesco cofanetto e un’opera di restauro e preservazione di questi maginifici titoli.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
Christmas in Love oggi potrebbe essere letto come un primo tentativo di “ritorno alle origini”, lo stesso sbandierato oggi per Vacanze di Natale a Cortina dai Vanzina, quello che ha secondo noi decretato l’attuale crisi del genere. Dopo le polemiche legate alla volgarità dei film precedenti, dopo un’ incredible quanto maldestra rivalutazione in corso, il Cinepanettone tenta di tornare sui suoi passi, presentando un modello di film per famiglie, che vuoe mettere in primo piano – a partire dal titolo – i sentimenti. All’epoca l’operazione funzionò, facendo guadagnare al film la considerevole cifra di € 17.441.993. Oggi invece… puppa.

Un’idea della trama senza usare verbi
Gstaad. Christian DeSica con la moglie Tosca D’Aquino, versus l’ex moglie Sabrina Ferilli e marito, Cesare Bocci. Ex non più ex? Mah? Boldi in vacanza con la sua nuova giovanissima fiamma Alena Serdova, versus sua figlia Cristiana Capotondi e il suo attempato boyfriend Danny DeVito. Anna Maria Barbera vincitrice del premio “in vacanza con Ridge” alle prese con il desideratisismo Ron Moss.

Lei è bravissima. Bravissima.

Lei è bravissima. Bravissima.

La gag che fa ridere
Aspetta che ci penso un attimo. Aspetta, eh? Tanto che hai da fare? Niente, no? Cioé, sei anche in vacanza. E se non sei in vacanza, in questi giorni in ufficio c’è poco da fare. Per cui è inutile che mi metti fretta. Guarda che non è facile trovare una gag che faccia ridere in un film comico di quasi due ore. Si tratta di un lavorone. Ok, aspetta, ce l’ho! Ah, no, in realtà non fa ridere. Allora, forse quell’altra, quella… No, neanche quella fa ridere. Ma allora vuoi dire forse che non si ride mai? In due ore di film comico? Esatto. Risate zero. ZERO.

La gag che fa vergognare
Qui, increbilmente, c’è un po’ più di materiale. De Sica chiama un ragazzo nero che suona il piaforte in albergo: “A zio Tom!”. Ma al di là del velatissimo razzismo e della volgarità che tratteremo tra poco, a me personalmente fa verguenza tutta la parte dedicata all’amore impossibile tra la comica Sconsy – qui Concetta – e il divo della televisione Ron Moss, ovvero Ridge di Beautiful. Fa diventare tutti rossi per tanti motivi: il primo è la presenza scenica di Moss, che è forse l’unico uomo più zarro di David Hasseloff che si sia mai visto su grande schermo, ma senza quell’autoironia che ci fa amare il vecchio Hoff. In secondo luogo, tutta questa parte è giocata sul fatto che la donna, un boiler con le gambe e con il cervello fratturato, non riesce ad esprimersi nell’idioma italico. Per cui è tutto un fantasioso calembour dietro l’altro. “Somatizzo tutto”, per esempio, diventa “Sodomizzo tutto”. Che fa ridere perché sodomizzare vuol dire mettere il cazzo nel culo. Ahahahaha, il cazzo nel culo. Cazzo, culo. Troppo forte.

Quei momenti che non torneranno mai più...

Quei momenti che non torneranno mai più...

Natale al cesso
Anche se l’idea è quella di tornare alle origini, a quell’umorismo deligatissimo ormai dimenticato, ci si lascia spesso prendere la mano; ed è un fiorire di battutine leggermente volgari. De Sica, per nascondere alla moglie un preservativo alla fragola, lo mangia facendo finta che sia un chewing gum. La Capotondi per ingelosire suo padre Massimo Boldi, tocca il cazzo di Danny DeVito sotto il tavolo. Boldi prendere per errore un viagra prima di salire in funivia. Un’erezione, un ambiente ristretto ed il gioco è fatto: Massimo fa sentire la sua “bacchetta” un po’ a tutti. Ma non è la bacchetta da sci! Si tratta in verità del suo cazzo duro! Hai capito? Che ridere! Il cazzo duro di un vecchio!

It's Always Sunny in Gstaad.

It's Always Sunny in Gstaad.

Ma quant’è bella Meganghella
La bellona del film è Alena Seredova, modella ceca particolrmente nota da noi per aver preso parte a Torno Sabato, show del 2001 di Giorgio Panariello. La ragazza prima di apparire in questo film, aveva preso parte ad altri show televisivi (Uno di Noi con Gianni Morandi, Le Iene) e s’era anche già vista al cinematografo, grazie a Vincenzo Salemme che la volle al suo fianco in Ho Visto le Stelle nel 2003. Nel 2005 c’ha regalato un calendario con le tettone di fuori e ha continuato a fare cose di indubbio valre sia su piccolo (La Domenica Sportiva, I Cesaroni 2) che su grande schermo (Un’Estate al mare, Un’Estate ai Caraibi). Alena è sposata con l’ex testimonial del Canta Tu, Gigi Buffon, che da quello che mi dicono gli appassionati di football è uno forte in porta. Nel film, a un certo punto, si vede una tetta laterale e in una sequenza ambientata in discoteca mostra del bouncing pettorale notevole, ma poca roba. In teoria dovrebbe essere coetanea della Capotondi. Anagraficamente le separano solo due anni, ma la prima sembra essere molto più vecchia della seconda. Fisicamente è come mettere di fianco André the Giant e Rey Mysterio.

Guest Star
La vera Guest Star del film, che fa pure la Guest Star a livello de trama, è Ron Moss che, poverinos, non ce la fa proprio. Confronto a lui, pure la Seredova recita bene. Ma tanto si vede poco e il più delle volte si limita a far vedere che lui, a 150 anni, è un regaz che porta gli orecchini. Il colpaccio è Dany DeVito che duetta con Boldi con una certa convinzione. A differenza, per dire, di uno spaesato Leslie Nielsen, DeVito sembra arrivare sul set preparato e ci mette del suo. Vabbeh.

N'hai capito come!!!! Mejo de Lemmon e Matthau!

N'hai capito come!!!! Mejo de Lemmon e Matthau!

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!
Il teaser del film all’epoca, uno sfacciato rip off di un vecchio spot natalizio della Coca Cola, venne montato sulle note di Last Christmas degli Wham, di cui però non v’è tracia nel film. Se siete curiosi lo trovate in fondo alla recensione. Il film si apre con una roba brutta da cenone di capodanno aziendale della Vodafone: Merry Christams in Love scritta da Tony Renis e cantata da tale Renee Olstead all’epoca pubblicizzata come la nuova Ella Fitzgerald. Giudicate voi.

Durante il film si sente un pao di volte anche la versione unzieria di In Alto Mare, aka Wave of Luv dei 2Black. Che bombetta!

Il “cinema italiano di qualità” cosa prende da questo film
L’utilizzo della Capotondi come ninfetta sexy innocente e una riflessione sul desiderio degli uomini attempati verso le giovincelle. Poca roba.

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso
Quanti equivoci! Christain DeSica e la Ferilli – un mostro di plastica incapace di mutare espressione – si riavvicinano dopo anni di furiose litigate. Ovviamente dovranno tenere all’oscuro del loro rinato amore i due rispettivi coniugi nascondendosi per copulare in bagno o in spoglie baite di montagna. Qui veniamo per altro a caonoscenza del fatto che il Mostro Plastificato è multiorgasmica. Che sono cose, signora mia! In realtà Tosca D’Aquino e Cesare Bocci si sono innamorati a loro volta. l tutto crea una lungfa serie di spassosissimi equivoci. La Capotondi fa credere a suo padre Massimo Boldi di essere innamorata di Danny DeVito per rebdere evidente il fato che la Seredova è troppo giovane per lui. Per questo motivo via auna lunga seri di equivoci in cui la ragazzina finge di essere scopata selvaggiamante da quel nano di DeVito. Per concludere Ron Moss perde la memoria a causa di una padellata in fazza. Anna Maria Barbera ne approfitta per fargli credere di essere da tempo il suo amante. Che spasso!

Oddio che paura! The Plastificated Monster!

Oddio che paura! The Plastificated Monster!

Ué, testina, it’s the sublim
Quel grande sceneggiatore che è Fausto Brizi si impegna moltissimo. Siccome qui si fa del cinema vero, si immaginano tre finali del film. Uno romantico, uno triste e uno … boh, non mi ricordo. Il giochino è presentare una versione dei fatti, tornare indietro nel tempo e allungara la brodaglia aggiungendo elementi a caso. Una roba che non ci si crede da quanto si è scaltri!

I miei due neuroni per un cavallo
L’idea di mettere in scena l’incontro tra una donna teledipendente, la Barbera, e il suo idolo Ron Mos poteva essere interessante. In realtà tranne per due piccole schegge involontarie si perde l’ocasione di giocare tra metatelevisivo e metacinematografico, appiattendo il tutto. Peccato, poteva uscirne qualcosa di interessante.

IMDb | Trailer

2 Comments

  1. Tony Brando
    Posted 2 gennaio 2012 at 11:10 | Permalink | Rispondi

    Di Renee Olstead ricordiamo con piacere delle leaked photos da antolologia (cit.).

  2. icittadiniprimaditutto
    Posted 2 gennaio 2012 at 12:46 | Permalink | Rispondi

    Pensavo di inserire il tuo blog nella mia blogosfera e fare il reblog automatico dei tuoi post nel mio blog, ovviamente solo poche righe con il link del tuo blog, in modo che chi è interessato al post può leggerlo solo cliccando sul link che lo porta nel tuo blog.
    Attendo cortesemente di sapere se mi autorizzi a farlo, grazie buon lavoro e cordiali saluti.
    P.C.

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