Il nostro viaggio nel cinepanettone: Natale a New York, Neri Parenti, 2006

Fino a che punto l’ho visto?
Tutto, tutto. Quasi un’ora e cinquanta: certo che potevano anche farli un po’ più corti.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
Tre cosette veloci, ma non insignificanti. Uno: è il primo film dopo lo scisma Boldi-De Sica, per cui meno slapstick e più racconto. Due: si intensifica in modo sostanziale, forse anche per fare fronte alla defezione di Boldi, il ricorso ad elementi del cast connotati in senso progressista e “impegnato”; dopo gli esperimenti dei due film precedenti, con Sabrina Ferilli e Massimo Ghini (che qui tornano entrambi), ci sono anche Claudio Bisio e Fabio De Luigi. Tre: gli sceneggiatori Brizzi, Martani, Bencivenni e Saverni si sono un po’ convinti (a torto o a ragione, non ci interessa) di essere dei protagonisti della cultura popolare italiana di inizio millennio e si concedono parecchi riferimenti a C’eravamo tanto amati (Ferilli come Giovanna Ralli, burina costretta a fare la signora) nonché una struttura alla Ophüls, con introduzione ed epilogo affidati al raisonneur De Sica, il quale si rivolge direttamente al pubblico in sala. (Poi, forse è chiedere troppo, ma se avessero ripassato anche un po’ di latino del primo anno di liceo magari avrebbero evitato di scrivere questa roba qua, che letteralmente significa più o meno “Primo posto dal cavallo”).

Un’idea della trama senza usare verbi
Vacanze a New York. Lillo (De Sica) e Milena (Fiorenza Marchegiani): lei ricchissima di famiglia, lui ex cantante di piano bar sotto ricatto causa contratto prematrimoniale anti-corna. Stessa situazione a parti invertite: Barbara (Sabrina Ferilli) e Claudio Ricacci (Massimo Ghini), anche loro a New York. Ferilli ex Miss Ciociaria, ex fiamma De Sica, ora sua amante. Ghini finto vedovo amante Carlotta (Elisabetta Canalis), figlia di De Sica. Filippo Vessato (di nome e di fatto, Fabio De Luigi) promesso sposo con fidanzata assillante a New York per matrimonio e consegna regalo a figlio e nipote del suo odiosissimo capo (Claudio Bisio). Lello (Alessandro Siani) pianista sottopagato in albergo di lusso, finto milionario per rimorchiare Canalis.

La gag che fa ridere
Si dovrebbe ridere nelle scene da pochade in cui De Sica, soprattutto, e Ghini sono costretti a districarsi tra moglie e amante, ma mi pare che aggiungano poco rispetto a Christmas in Love. Se uno ama il genere ed è disposto ad accontentarsi (inutile aggiungere che rispondo a entrambi i requisiti) fa parecchio ridere la scena in cui De Sica, per nascondere la telefonata dell’amante alla moglie, infila il telefonino dentro il tacchino di Natale e poi usa lo stesso come cassa armonica. Devo aggiungere da che parte dell’animale inserisce il cellulare?

La gag che fa vergognare
Lungi da me il moralismo del “quello là fa tanto l’impegnato e poi guarda un po’ cosa fa per soldi”, ma le scene di De Luigi e Bisio sono piuttosto deprimenti. Bisio al cinema non funziona quasi mai, non ha proprio i tempi dell’interazione comica con altri attori. Con De Luigi ho evidentemente un problema io, non mi fa mai ridere (a parte certi vecchi numeri televisivi). Esordiscono nel film con una pregevole scenetta nella quale Bisio, primario despota, impone al suo aiuto De Luigi di grattargli un testicolo, non ricordo se il destro o il sinistro. Il punto non è che certe cose non si fanno: è che bisogna saperle fare, e loro mi pare non ci riescano. Uno (Bisio) perché è troppo intenso e concentrato sulla sua resa mimica (sempre eccellente), l’altro (De Luigi) perché non trova la difficile alchimia tra grezzaggine e candore.

Natale al cesso
Uno dei cavalli di battaglia di Boldi è affidato a Paolo Ruffini: la scena della “cagata pazzesca”. Ruffini, parente di Bisio e studente fancazzista nella Grande Mela, ha ingoiato per sbaglio la fede griffata Bulgari che De Luigi deve mostrare ai parenti della promessa sposa. Come espellerla? Ma da quell’altro orifizio, è ovvio. Compiuto l’atto in giardino, però, il povero fuorisede non ha accanto a sé foglie di zucca, di bietola e di vite per detergersi e decide quindi di ovviare con il candido cagnolino di famiglia.

Ma quant’è bella Meganghella
Le belle del film, Canalis e Ferilli, sono italianissime e vestitissime. Qualche scorcio in più lo offrono la sconosciuta (a me) Erika J. Othen (Sylvia), flirt prematrimoniale di De Luigi, e le anonime comparse che partecipano ai party selvaggi organizzati da Mandelli e Ruffini.

Guest Star
La furba strategia Filmauro sbriciola il principio stesso di guest starring, appiattendo suddivisioni gerarchiche effettive o presunte. Specialisti del cinepanettone, coppie da film di Virzì, comici dialettali, volti di Zelig, di Mai dire qualcosa e di MTV finiscono tutti insieme nello stesso calderone.

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!
Ah no, questa volta rimando alla dettagliatissima pagina del film su Wikipedia.

Il “cinema italiano di qualità” cosa prende da questo film
Come già altre volte in questo modesto speciale sarebbe più vero il contrario. Possiamo cavarcela con così poco? No, e allora aggiungo: la fastidiosa indulgenza verso i propri protagonisti maschi, la tendenza a trasformare la loro cazzoneria in eroismo.

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso
Basta rileggersi velocemente la trama. Lo dice anche De Sica a un certo punto: non è mica una pochade.

Ué, testina, it’s the sublim
Chiedo scusa in anticipo a tutti i lettori per questa caricatura di spirito cinefilo. Tutto scritto, diretto, interpretato e fotografato in modo più che professionale, ma niente che faccia veramente battere il cuore. Forse certe esitazioni di Alessandro Siani, nelle scene in cui corteggia Elisabetta Canalisi, bella per carità, ma espressiva come uno di quei broccoli abbandonati sulle cassette a fine mercato.

4 Comments

  1. icittadiniprimaditutto
    Posted 3 gennaio 2012 at 12:35 | Permalink | Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Claudio
    Posted 4 gennaio 2012 at 03:47 | Permalink | Rispondi

    Avete saltato Natale a Miami (2005)!!!

  3. Bandini
    Posted 4 gennaio 2012 at 13:08 | Permalink | Rispondi

    Mi sembra che vi stiate un po’ stufando e state un po’ cercando di tirare via per arrivare alla fine di questa estenuante marcialonga. E’ comprensibile. E’ uno sporco lavoro, ma noi ci aspettiamo che lo facciate al meglio fino in fondo.
    Coraggio, avanti fino all’ultimo cinepanettone!

  4. paolo
    Posted 4 gennaio 2012 at 17:39 | Permalink | Rispondi

    @Claudio: sì, purtroppo c’è stato un problema nell’assegnazione dei film e per il momento “Natale a Miami” è rimasto scoperto. Speriamo di recuperarlo nei prossimi giorni.

    @ Bandini: mi dispiace che tu abbia avuto quest’impressione, non mi sembra che stiamo tirando via le schede. Forse però è vero (parlo a titolo esclusivamente pessonale) che i film degli ultimi anni sono un po’ meno appassionanti e un po’ meno adatti a fare discorsi in prospettiva storica.

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