Il nostro viaggio nel cinepanettone: Natale a Rio, Neri Parenti, 2008

Fino a che punto l’ho visto?
Tutto. Ma mi sono davvero annoiato moltissimo. Confesso che, mentre lo guardavo, ho più volte controllato l’ora sul cellulare, che mi ha rapito con il suo entusiasmante bagliore digitale. L’ho già detto che mi sono annoiato moltissimo? E sapete quanti secondi ci sono in un’ora e cinquanta minuti? No? Ve lo dico io: Seimilaseicento.

Riusciamo a dargli una qualche valenza?
No. A meno che non sia una valenza il fatto di essere il venticinquesimo cinepanettone e che l’incasso abbia sfiorato comunque i 25 milioni di euro.

Un’idea della trama senza usare verbi
Fabio (Fabio De Luigi), innamorato da sempre della collega Linda (Michelle Hunziker), con lei e il suo fidanzato a Rio. Linda, cornificata, fa passare Fabio per il suo fidanzato. Il palazzinaro Paolo (Christian De Sica) e il professore universitario Mario (Massimo Ghini) fanno a Rio la vacanza last minute dei rispettivi figli Piero (Ludovico Fremont) e Marco (Emanuele Propizio), e finiscono per andare a letto l’uno con la ex-moglie dell’altro, in Brasile all’insaputa delle famiglie per rifarsi le tette.

La gag che fa ridere
Le prime volte che viene sfruttata fa ridere la contrapposizione tra il linguaggio dotto di Ghini che non viene mai capito da De Sica: roba da poco, come “orbare” che viene inteso come un problema all’occhio. Ma verso metà film ecco che “crasi” viene preso come un sinonimo di “peto” e “afflato” viene inteso come un problema di alitosi. E tutto scivola allegramente in vacca. Forse l’unica gag che fa veramente ridere è la bizzarra uccisione, tentativo di rianimazione e quindi eliminazione di una gatta. O micina (vedi sotto).

La gag che fa vergognare
Quando la giovanissima amante-studentessa di Ghini ha un incidente, De Sica informa il professore che la ragazza “si è frantumata la gnocca e deve rimanere ingessata da qua a qua per due o tre mesi: praticamente una cintura di castità”. Una sineddoche perfetta, no?
Sempre a proposito di sineddoche, immancabile è la cicciona che seduce De Sica e che gli chiede se vuole vedere la sua micina (animale domestico): quando De Sica racconta tutto al socio, Ghini fraintende, ovviamente.

Natale al cesso
Fate la vostra scelta:
– De Sica e Ghini che incontrano all’aeroporto colui il quale dovrebbe accogliere i figli, un tamarro che si ravana nel pacco per trovare le chiavi del macinino che viene loro consegnato, chiavi che vengono prontamente odorate da De Sica che dice “un po’ di puzza de palle”;
– De Sica e Ghini chiusi dagli immancabili “ninos de rua” in un cesso chimico che poi viene fatto rotolare e loro ne escono ricoperti di liquame;
– le bambole vudù di De Sica e Ghini vengono trovate da alcuni bambini che li usano come burattini, infilando loro un bastoncino dietro e… avete capito, dai.

Ma quant’è bella Meganghella
Si segnalano solamente, probabilmente imposte dalla Brasile Film Commission, Rosana Oliveira e Betania Bechter, le MILF ex-mogli dei due. A meno che non vogliamo considerare la Hunziker come una bellezza esotica, ma allora lo è anche la confezione di datteri rimasta dal veglione. Comunque, per vostra informazione, il massimo che si vede è un bikini. O tempora o mores.

Guest Star
Nessuna, ma Neri Parenti compare in coda al check-in, quando Fabio De Luigi sta per imbarcarsi.

E questa sera, al Cheritmo, la musica più fica!

Pochissima musica: “Shine On” di R.I.O. (e di chi se no?) viene usata per i titoli di testa (orrendi) e quelli di coda.

Equivoci per chili di pellicola=Feyedau scomodato a caso
Tutto ha alla base un equivoco, o meglio uno scambio di persona. Quindi i figli vengono presi per i padri e viceversa, l’innamorato per il fidanzato. Però non c’è davvero altro: o si tratta di equivoci usa-e-getta (vedi i fraintendimenti di De Sica delle parole di Ghini) oppure di banali meccanismi per fare scattare l’azione alla base dei due episodi alternati del film.

Ué, testina, it’s the sublim
Ogni tanto De Luigi fa ridere, ma solamente quando è da solo. In generale il film è piatto.

I miei due neuroni per un cavallo
Questo è il primo cinepanettone che vedo per intero in vita mia, ed è un peccato. Perché è come essere astemio per una vita e giocarsi come primo drink un Bacardi Breezer: intuisci appena cosa sia l’alcol, ma il tutto viene sovrastato da un sapore standardizzato, appiattito, smussato, debolissimo. Lo diceva all’epoca anche Mereghetti: dopo 25 anni di cinepanettoni è subentrata l’assuefazione.

IMDB | Trailer

3 Comments

  1. icittadiniprimaditutto
    Posted 5 gennaio 2012 at 12:06 | Permalink | Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Biggoron
    Posted 5 gennaio 2012 at 21:42 | Permalink | Rispondi

    I titoli di testa sono un omaggio a quelli di Mulholland Dr.. Seriamente.

    • Francesco
      Posted 5 gennaio 2012 at 21:43 | Permalink | Rispondi

      Non deve essere vero.

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