Il nostro viaggio nel cinema italiano /32: At the End of the Day / Un giorno senza fine, Cosimo Alemà, 2011

Trama
Sette amici, ragazzi e ragazze, decidono di passare un fine settimana a giocare alla guerra simulata. Per la loro partita di softair scelgono un’ex prigione militare, convinti che sia deserta. Si sbagliano. Uh, se si sbagliano.

Giudizio sbrigativo
E bravo Alemà. Il film non vuole essere altro che un film d’azione bello teso e violento: e ce la fa. Chi se ne frega dell’originalità: la storia è già vista, alcuni passaggi della sceneggiatura non sono brillantissimi e il regista usa uno stile identico a se stesso (macchina a mano e fuoco ballerino) per tutto il film. Ma si rimane avvinti a At the End of the Day dall’inizio alla fine.

Perché lo abbiamo visto?
Perché ne abbiamo sentito parlare bene diffusamente (e anche dagli amici dei 400 Calci) e perché, insieme a WW e Hammock, ci sono le musiche della mia adorata Soap&Skin.

Fulmine di Pegasus (aka triplo dolly carpiato con avvitamento aka la scena ricca aka buttiamo due soldi su questa sequenza che facciamo il botto aka “la mia arte si esprime nella visione”)
Non ci sono picchi particolari: c’è una certa cura nella costruzione di ogni sequenza e quando, dopo quindici minuti la tensione si impenna, ogni scena è tesa. Forse Alemà poteva osare di più.

Momento Centovetrine (alias la scena povera alias hai speso i soldi per il triplo dolly, adesso quest’altra la fai con un totale di 3′ e la illumini con la luce di emergenza Beghelli, e il fonico oggi non viene perché aveva un torneo di karate)
Nessuno: il regista ha sfornato decine e decine di videoclip di medio e alto budget (sempre relativamente a quanto viene speso per i video). Sa girare, insomma.

Dai, dai, dai che la giriamo: (alias la scena in cui il film sembra decollare)
In realtà si nota che si è di fronte a un prodotto ben fatto da subito. Certo che quando viene fatto fuori il primo personaggio, si capisce che qua nessuno la manda a dire…

Enchanted Bunny (alias la scena in cui il film si suicida)
Come si diceva, ogni tanto ci sono dei passaggi davvero troppo scontati: la caratterizzazione dei personaggi è davvero ai minimi sindacali, anche per un film orgogliosamente di genere come questo. Ma c’è poco tempo per pensarci, perché il film è tirato fino all’ultimo fotogramma (e non lo dico per dire).

Tarallucci e vino: (alias c’è un conflitto? che cos’è il conflitto alias l’altro umiliato in sottotesto)
I protagonisti contro i tre folli. Il bene contro il male. Puro e semplice.

La società si prende le sue colpe?
Tutto è delimitato al campo da gioco, per quanto enorme e incollocabile. Certo, la protagonista dice che dovrà andare a fare una missione per una ONG dopo quel fine settimana (ah, poveretta…), ma “l’altrove” finisce là.

Indice di in-vaccabilità (alias quanto è riconducibile a: “è di destra o di sinistra?”)
Zero.

Indice “Montale e i suoi limoni” (alias sfoggio di high culture a caso)
Inclassificabile: i riferimenti ci sono, ma al genere, appunto. Viene in mente Un tranquillo weekend di paura, anche solo per suggestione. Così come è stato suggestivo il déjà-vu che ho avuto quando la base dei cattivi mi è sembrata simile a un set di Shadow di Zampaglione.

Indice di Tarantinabilità: (alias c’è qualcosa che tra vent’anni ci sembrerà troppo avanti?)
Troppo avanti, forse no, ma quanto meno tra vent’anni Un giorno senza fine non sembrerà invecchiato male.

Maggio 2007 (alias segnali di calendario possibile alias tette laterali)
Non c’è tempo per le tette. Qua bisogna sopravvivere.

Pubblico? Quale pubblico?
Il film è uscito a luglio, periodo non fortunatissimo, ma è stato presentato, tra gli altri, al Fantafestival di Roma e al Noir in Festival di Courmayeur, con buoni riscontri di critica.

Ce lo meritiamo?
Con tutti i suoi difetti, il film è buono. Noi supportiamolo!

2 Comments

  1. Posted 19 gennaio 2012 at 12:26 | Permalink | Rispondi

    Buongiorno,
    sono Luca Bartoli, copywriter in DDB, agenzia pubblicitaria.

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    A presto.

  2. Posted 20 gennaio 2012 at 21:11 | Permalink | Rispondi

    Proposte di lavoro nei commenti! L’Internets come lo sognavo da bambino…

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