Emiliano Colasanti: Vacanze di Natale a Cortina.

Un panettone colorato attacca un pallido Colas, aka Emiliano Colasanti

Un panettone colorato attacca un pallido Colas, aka Emiliano Colasanti

Una breve Introduzione: Eccoci arrivati alla fine. La Fine! La conclusione di tutto, di un fortunato ciclo che ci ha visto autoinfliggerci tutti i cosiddetti cinepanettoni dalla loro nascita ad oggi. Anzi, a dirla tutta non fino ad oggi, ma fino a ieri. Cioè, siccome va bene tutto, ma non è che siamo proprio dei poveripirletta, arrivati a Natale in Sud Africa abbiamo gettato la spugna. Mancava solo l’ultimissimo Vacanze di Natale a Cortina e allora abbiamo deciso di partecipare a una delle più frequentate discipline italiche: lo scarica barile.  Abbiamo scovato una bella persona e gli abbiamo chiesto di recensire il film per noi. Ovviamente abbiamo raggirato la bella persona in questione promettendogli mari e monti. Cose del tipo “Ma tu non sai! Avrai un ritorno di immagine incredibile! Ci sono dei soldi in ballo! Ti regaliamo un SUV!” E invece nulla di fatto. Adesso, dopo che ci ha mandato questa recensione, non gli rispondiamo manco più al telefono. Siamo delle brutte persone. Ma questo già si sapeva. Rendiamo dunque grazie al gentilissimo Emiliano Colasanti, persona squisita, Mr. Stereogram e patron di casa 42Records, ovvero couli che ci ha regalato una serie di disconi belli forti come Il Sorpredente Album d’Esordio de I Cani e il nuovissimo Un Meraviglioso Declino di Colapesce. Grazie Emiliano! Noi ti vogliamo tantissimo bene. Non ti rispondiamo al telefono, ma ti vogliamo bene. Voi, amici lettori, avete ora l’obbligo – L’OBBLIGO – di comprare almeno un disco della sua etichetta. Guardate che poi noi controlliamo. Non ci fate arrabbiare. Anche perché fra poco uscirà un disco bomba bomba e non avrete nessuna scusa. A lui la parole, dunque!

Un (meraviglioso) declino

Un (meraviglioso) declino

Fino a che punto l’ho visto: Tutto. Metà dopo aver fatto colazione e metà prima di cena. Nel mezzo ho colmato dei vuoti. È il mio primo e unico film visto in streaming da Megavideo (che poi è morto, ndr). Per i primi dieci minuti ho pensato che la scelta di tagliare le inquadrature giusto prima di mostrare i volti fosse una precisa dichiarazione autoriale. Una roba messa lì per far contenti noi ex studenti del DAMS. Tipo Blue di Derek Jarman.

Riusciamo a dargli qualche valenza: Claro que sì: Vacanze di Natale a Cortina è Retromania applicato al Cinema. Segna in un colpo solo il ritorno dei Vanzina – come sceneggiatori – e l’avvicinamento del cinepanettone alla nuova commedia all’italiana. Quella di Immaturi, Benvenuti al Sud, Benvenuti al Nord, Immaturi in viaggio, Immaturi al Sud, Benvenuti in viaggio, Una bella giornata di femmine contro idioti. Guarda al passato per raccontare il presente. I frizzi e lazzi berlusconiani non ci sono più: inaugura alla grande l’era Monti. Quella della sobrietà anche nelle scorregge.

Secondo me Christian C'ha un tarello così. Con rispetto parlando.

Secondo me Christian C'ha un tarello così. Con rispetto parlando.

Un’idea della trama senza usare verbi: La romanità come paradigma immutabile, anche a centinaia di chilometri di distanza. Cortina come Corso Trieste: le piste da sci e quelle di Roma Nord, i poveri camuffati da ricchi, quelli dei bordi di periferia ma con l’attico ai Parioli.
Tre episodi: Christian De Sica avvocato e donnaiolo nuovamente consacrato alla fedeltà e di conseguenza convinto di essere cornuto a sua volta (dagli zigomi della Ferilli). Nel secondo un Dario Bandiera autista siciliano – ma di base a Roma – alle prese con la moglie di importante magnate russo e la propria incontinenza sessuale. Ricky Memphis e la tipa mora del duo Katia e Valeria, proletari edicolanti di Bergamo – frazione di Testaccio – in lotta di classe con la sorella di lei, la tipa bionda del duo Katia e Valeria, e il marito. Proletari anche loro, ma miracolati dai “Pacchi”e in vacanza a Cortina in cerca di riscatto sociale.

La gag che fa ridere: Poco e niente. Qualche momento di Bandiera fa sogghignare, ma la sua recitazione è francamente difficile da sopportare. Nato in quel del Teatro Parioli, travestito da fake-Fiorello, buono giusto come intermezzo per gli stacchetti di Demo Morselli, è lui il vero volto nuovo del film di Natale. Sono stati tirati in ballo paragoni pesanti, come quello con Massimo Troisi, in perfetta linea con il trend degli ultimi anni: tutti i para-comici capaci di recitare un po’ a mezza bocca, un po’ no, sono contrassegnati con l’etichetta di “nuovo Troisi”. Il primo in classifica è Alessandro Siani. E ho detto tutto. A Dario Bandiera viene affidato il compito di citare quasi alla lettera uno sketch di Er Cipolla preso da una pellicola di un decennio esatto prima. Alla fine di tutto, le battute migliori sono quelle che passano per la bocca di Christian De Sica, come quando a un “Cornuto” urlato da Ricky Memphis e dalla tipa mora del duo Katia e Valeria risponde in maniera stra-sguaiata, al punto da lasciare Memphis quasi sbigottito: “Ma che sei de Roma?” “No, ma che Roma, so’ de Borzano, li mortacci vostra!”. Oppure quando, osservando la figlioletta in amore dice: “La verginità è come una briciola di pane, poi arriva un uccello e se la porta via”. A pensarci bene non fanno ridere neanche queste due. Una tragedia.

Siamo nelle mani di questo qui.

Siamo nelle mani di questo qui.

La gag che fa vergognare: Un grande problema dei cinepanettoni di ultima generazione è la quasi totale incapacità di utilizzare i giovani. Sono lontani i tempi di Amendola borgataro from Torpigna alle prese con l’amico ricco: i giovani del 2011 si fidanzano e si mollano alla velocità di un clic su Facebook, bramano Pattinson ma si accontentano di un sosia scialbetto. Alla fine non c’è niente che faccia davvero vergognare, ma tanta tanta noia quasi politicamente corretta. Il governo dei tecnici riesce ad addolcire anche le solite battute razziste buone giusto per gli spettatori con la panza ancora piena del pranzo luculliano appena consumato. C’è anche un tentativo minuscolo di fare satira politica utilizzando un De Sica in veste di ultrasessantenne amante della carne fresca, chiamato “Papi” dalle sue amichette e deriso dai suoi associati. Ché tanto “Morto un Papi se ne fa un altro”. Per non parlare di tutta la sottotrama socio-politica legata ai rapporti tra Italia, Russia e il gasdotto. Du’ palle.

Natale al cesso al centro commerciale: Oh no! Niente attacchi di dissenteria improvvisa in queste Vacanze di Natale a Cortina. La merda c’è, ma non si vede. La nuova frontiera è rappresentata dal product placement estremo. Esempio: Ricky Memphis passa sotto casa del cognato e vede l’auto nuova di pacca del suddetto, si blocca ed esclama: “No, ma questo è il sogno della vita mia: la Panda 4×4, common rail, a motore ibridato 16 cavalli turbo sport, con interni in radica di minchia etc etc”. Insomma: robe di quelle che senti solo negli spot delle automobili e che a uno come me, uno stronzo senza patente, risultano più aliene di un intero monologo dell’Amleto recitato in Klingon. Così come la figlia di Christian De Sica, vera e propria propaggine di Facebook che, attaccata al suo Net PC, ringhia al papà: “Ti piace: questo è l’ACER Aspire Two, 13 pollici, 520 mb di RAM etc etc”. Insomma: c’è un paese da risanare e possiamo farlo solo consumando, facendo girare l’economia, ma l’idea che i sogni più bagnati degli italiani siano una Panda e un Acer rendono lampante la tragedia che stiamo vivendo. È un po’ come se Il Sorpasso fosse stato girato a bordo di una Fiat Duna. La fine di tutto.

Ma quanto è bella Meganghella: Anche la “cara e vecchia faiga” sembra avere un ruolo di secondo, terz’ordine in questo nuovo irrinunciabile capitolo della saga cinematografica italiana più amata da grandi e piccini. Si fa notare una rifattissima Sabrina Ferilli in négligé, messa lì solo per fare esclamare alle sciure: “Mamma mia quanto è tonica!” La bellona di turno è Olga Capalju, l’amante russa di Dario Bandiera: una bellezza troppo raffinata rispetto al solito canone natalizio. Il cognome da località vacanziera radical chic non l’aiuta.

Con quel cognome un po' così, che abbiamo noi megafighe russe.

Con quel cognome un po' così, che abbiamo noi megafighe russe.

Guest Star: Tanto vippame televisivo di quello che viene via a buon mercato e fa sempre la sua porca figura. Tutti gli ospiti sono concentrati nell’episodio con Katia, Valeria e i mariti insopportabili: il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, sempre più ganassa, la salma rianimata di Renato Balestra, la contessina Giada De Blanck con la contessona Patrizia De Blanck, un legnosissimo Cesare Prandelli, Simona Ventura, il ciuaua e gli altri CANI* di Simona Ventura, e l’altro ciuaua, quello di Berlusconi, qui magistralmente interpretato da Alfonso Signorini, vero unico e solo idolo delle casalinghe italiane. La checca che fa chic, non impegna e sta bene su tutto. Il peggior concentrato di vecchi, buoni e sani valori italiani, mischiati con i peggiori luoghi comuni omosessuali. Quel tipo di frociaggine che piace tanto agli italiani che s’incazzano se vedono due ragazzi lingua a lingua su un autobus.

E questa sera al Cheritmo la musica più fica! Alla musica viene lasciato il compito di soddisfare l’afflato nostalgico di quelli che con il ritorno a Cortina e il comeback dei Vanzina pensavano di vedere riesumate alcune classiche gag che hanno fatto la storia del genere. E invece passa tutto per le mani di un DJ che mixa Maracaibo con altri classici anni Ottanta, fino ad arrivare all’ormai scontatissimo cameo di Bob Sinclar dietro la console a petto nudo, ripreso nell’atto di suonare una sua nuova canzone con la parola “Fuck” nel titolo e poco altro.

Nota personale che su un blog fa sempre la sua porca figura: nel mio quartiere c’è un punto vendita Yamamay. Per tutto l’anno in vetrina ci sono state le “mutande da uomo firmate Bob Sinclar”. Costavano quaranta euro, sono iniziati i saldi e le hanno messe a cinque euro e novanta centesimi.

Il cinema di qualità cosa prende da questo film: Niente. O forse no: il parziale insuccesso al botteghino di Vacanze di Natale 2011 ha sparso la voce che forse il MERAVIGLIOSO DECLINO** di questo tipo di cinema è davvero cominciato. In realtà sappiamo tutti che si tratta di una cazzata bella e buona. Risorgeranno, e lo faranno così: reunion De Sica-Boldi, tour mondiale di spalla agli altrettanto riuniti Smiths, e nuovo Natale a Trezzano sul Garda bello infarcito di scorregge, rutti, poppe al vento e via così.

Riderones.

Riderones.

Equivoci per chili di pellicola, Feyedau scomodato a caso: Uh, come a solito ce ne sono a pacchi. Chili e chili, proprio. Tipo De Sica che torna in casa, redento, dalla moglie e trova un uomo nudo, presente in loco per trombare con la filippina, nascosto dietro le tende della sua – di De Sica – camera da letto. Da lì scatta la falsissima convinzione di essere un cornuto allo stadio terminale e comincia la sua discesa negli inferi della depressione.
Per non parlare del magnate russo che non vuole firmare il trattato con l’Italia perché forse un italiano stronzo si è ripassato la sua moglie-trofeo e ovviamente l’italiano in questione è proprio l’autista del sottosegretario con cui sta portando avanti le contrattazioni. Quando li scopre, viene fuori che in realtà il russo ha un’amante e cercava proprio qualcuno che portasse a letto sua moglie per poter divorziare senza perdere un rublo (ci sono ancora i rubli?) del suo vasto patrimonio. Il problema è che pure questa se l’è chiavata l’autista. Potrei andare avanti per ore ma mi fermo qui.

Uè testina, it’s the sublim: Di veramente sublime c’è solo l’ennesimo tentativo di trasformare in attrice Simona Ventura, uno degli esseri umani più negati per l’arte della recitazione mai comparso davanti a una macchina da presa. Ripeto: Vacanze di Natale a Cortina vola basso. Sempre. È il trionfo di una sconcertante medietà.

Brutte cose che non voglio manco che vedi.

Brutte cose che non voglio manco che vedi.

Lo specchio del reale: A parte De Sica/Berlusconi, il sottosegretario pidiellino senza scrupoli e cattivo col suo assistente, il riccone russo rozzo e volgare, il centro della pellicola è rappresentato dai personaggi poveri, ma buoni d’animo come il già citato Dario Bandiera e i due coniugi squattrinati, ma per questo molto benvoluti dai vip e alla fine baciati anche dalla fortuna che li rende tali e quali ai loro sgradevolissimi cognati.

Nota *

“Wow ma ti piacciono I Cani? Sono il mio gruppo preferito! Sono bravissimi, hanno dei testi fighissimi e poi escono per 42 Records che è un’etichetta bellissima, quella di Giacomo Fiorenza e Emiliano Colasanti, tra l’altro a fine mese esce pure il libro di Colasanti, io me lo compro sicuro, hai capito papà? Comunque I Cani sono proprio forti, a mamma ho fatto sentire quel pezzo che dice: “Le coppie non si fermano mai” e le è piaciuto tanto. Ora spero che Bumbi mi porti al concerto!”

La figlia di Christian De Sica beccata dal padre a guardare su YouTube il video di Velleità, parla con la sorella.

Nota **

“Avvocato ha ascoltato Un meraviglioso declino? Il nuovo album di Colapesce?”
“Certo caro Mario, certo. È un disco molto particolare appena pubblicato da 42 Records, la label italiana di Emiliano Colasanti, quello del blog Stereogram, su GQ. È pieno di belle sellerone, su GQ! Mi piace moltissimo, comunque, questo cantautore che ha anticipato il discorso di Prins e di Baaab Dìlan. Tie’, mettilo un po’ su, alza il volume, e vie’ qua che te faccio senti’ il pesce, co’ Colapesce.”

Dialogo tra Christian De Sica e la sua segrataria/amante.

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