La rassegna stampa del sabato

Alcune domande al cinema italiano. Sono quelle che fa il produttore Gianluca Arcopinto dalle pagine del Fatto quotidiano online. Alcune suonano un po’ retoriche, ma sulla questione dei finanziamenti a pioggia e dei contributi erogati a film che non ne avrebbero bisogno si potrebbe ragionare sul serio.

Il lato triste del digitale. L’altra settimana avevamo parlato del sempre più verosimile abbandono della pellicola 35 mm e delle possibilità di riconversione in digitale per le art houses statunitensi. Ovviamente da questo fronte non arrivano solo notizie confortanti o prospettive ottimistiche. Per esempio alla Technicolor di Roma (che esiste dal 1958) i lavoratori scioperano temendo una dismissione degli impianti. Invece a Hollywood la Kodak, che è sulla strada del fallimento ha già portato i libri in tribunale, ritira il suo nome dal teatro di Los Angeles che ogni anno ospita la serata degli Oscar.

Sony BBB+. Standard and Poor’s, la famigerata agenzia di rating, ha abbassato la valutazione dei titoli della conglomerata giapponese, portandoli a BBB+. Colpa del triennio di conti in rosso e del piano di riordino dei conti, giudicato irrealistico. Siamo lontani dalla crisi nera della società fondata da George Eastman, ma, onestamente, riuscite a pensare a un mondo senza i marchi Kodak e Sony?

Altro che Moige. I moralisti di casa nostra sembrano dei dilettanti, dei censori della domenica, se paragonati agli attivisti americani di Movie Guide, un sito che valuta i film in uscita sulla base della rispondenza a criteri evangelici. Costoro, informa il New Musical Express, hanno concluso, al termine di una serie di raffinate analisi, che i film conservatori guadagnano più di quelli progressisti.  E fin qui. Ma invece vanno presi sul serio, perché sono (gli unici?) capaci di scovare tutte le allusioni al libro di Giobbe contenute in The Tree of Life di Terrence Malick.

One Comment

  1. icittadiniprimaditutto
    Posted 11 febbraio 2012 at 11:45 | Permalink | Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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