La rassegna stampa del sabato

Il caso Cucciari. A voi piace Geppi Cucciari? Io che sono un ragazzo semplice la apprezzo, mi fanno addirittura ridere gli spot in cui magnifica le lodi del bifidus actiregularis e, quando posso, guardo il suo programma preserale su La7. Oh, teniamo conto che quella è la fascia de L’eredità. A quanto pare, però, l’apprezzamento non è generale, anzi assai esiguo e il programma non supera di solito il 3%. Poco più del proverbiale monoscopio, insomma. Aldo Grasso sul Corriere dà la colpa agli autori, che secondo lui insistono con moduli un po’ fighetti (semplifico io) da seconda serata, ma anche agli ospiti non sempre all’altezza.

Timira. In una breve scena del mai abbastanza lodato Riso amaro  (Giuseppe De Santis, 1949) compare per pochi istanti una giovane mondina nera. Il nome d’arte è Isabella Assan, quello all’anagrafe Isabella Marincola: padre militare italiano, madre somala, un fratello partigiano ucciso dai tedeschi a liberazione ormai avvenuta e una vita decisamente insolita. Wu Ming 2 e Antar Mohamed l’hanno raccontata in un romanzo che ci ha messo nove anni per essere partorito (parola degli autori)  e che presto dovrebbe uscire per Einaudi.

Perché Sanremo. Leonardo sostiene che il Festival di Sanremo lo si guarda sostanzialmente perché è brutto, non nel senso di kitsch o di cattivo gusto, ma proprio fatto male e approssimativo, per poter partecipare all’esercizio collettivo dello scandalo e dell’indignazione. Può essere, ma la cosa che personalmente mi incuriosisce è che, come Calciopoli o altre sciagure, il Festival sembra far rifiorire il talento e la vis polemica di vecchi arnesi ormai anestetizzati dal professionismo. Per quanto possa suonare incredibile anche il blog di Assante e Castaldo su repubblica.it, con la diretta delle serate, fa abbastanza ridere. (Più Assante che Castaldo però, non esageriamo).

Festival di Roma. La creatura veltroniana, a quanto pare, non se la passa benissimo. La ex direttrice (mandato scaduto il 31 dicembre) Piera Detassis è stata dichiarata di fatto non gradita da un irrituale comunicato dell’Anica. La nomina del direttore in pectore Marco Müller è bloccata perché il  cda della fondazione “Cinema per Roma”, competente sulla questione, è spaccato sul nome dell’ex direttore di Venezia, che in passato era stato poco simpatico con il festival romano. A quanto scrive Michele Anselmi la nomina potrebbe slittare addirittura a giugno e in poco più di tre mesi Müller e collaboratori dovrebbero organizzare tutta la macchina dell’evento.

3 Comments

  1. icittadiniprimaditutto
    Posted 18 febbraio 2012 at 15:49 | Permalink | Rispondi

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Tony Brando
    Posted 20 febbraio 2012 at 09:19 | Permalink | Rispondi

    A voi piace Geppi Cucciari?

    Ha del potenziale, però… Forse in radio potrebbe esprimerlo.
    Certo, venire dopo I Soliti Idioti e Siani la aiuta nel giudizio della prestazione sanremese.

  3. paolo
    Posted 20 febbraio 2012 at 18:22 | Permalink | Rispondi

    Ma Siani è stato davvero così scarso? Non l’ho visto, ma ne ho sentito parlare solo male…

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