La rassegna stampa del sabato

Nanni come gli Ex-Otago. L’amico Nicolò mi ha girato questa notizia decisamente inattesa: Nanni Moretti si affida al crowdfunding per la distribuzione francese di Habemus papam.

Cui prodest. Se non arriva l’ennesima italianissima proroga, dal 1 luglio tutti i locali in cui si effettuano spettacoli dal vivo saranno obbligati a dotarsi di personale addetto al controllo e alla sicurezza. Buttafuori davanti al cinema (e al teatro), insomma. Non vorrei buttarla come al solito in politica, ma secondo me una cosa del genere conviene e ha senso solo per chi possiede catene di multisala e può ammortizzare gli investimenti in un’economia di scala.

Il rapporto 2010. Esce il rapporto 2010 sull mercato e l’industria del cinema in Italia, presentato dall’Ente dello Spettacolo. Commentarlo in dettaglio è praticamente impossibile, vista la mole di dati. Alcuni punti però fanno un po’ specie. Dove vanno a finire gli oltre 140 film prodotti in un anno? E come mai la produzione italiana registra un’annata eccellente proprio quando i trasferimenti del FUS sono diminuiti di circa il 20%?

Live Like an Italian, Die Like a Filmaker. Se vi trovate a Londra o nelle vicinanze, non vi perdete gli ultimi appuntamenti legati a Cine-Excess V, sottotitolo: “the international conference on global cult film”. Proprio stasera uno dei vecchi idoli di secondavisione, Ruggero Deodato, parlerà di polizia, politica e società italiana degli anni Settanta in un intervento che ha il titolo che leggete appena sopra in grassetto. Curioso, e molto interessante, che nel mazzo assieme al regista di Cannibal Holocaust e a Django sia stato inserito anche Elio Petri, omaggiato con una proiezione di Un tranquillo posto di campagna.

3 Comments

  1. _M_
    Posted 29 maggio 2011 at 18:06 | Permalink | Rispondi

    hanno scelto il film più brutto di Petri, se ne intendono eh.

  2. Posted 1 giugno 2011 at 12:54 | Permalink | Rispondi

    Le risposte sono che i 140 film escono, magari un giorno solo ma escono. La percentuale che “non esce” è veramente molto piccola (tipo 10).

    La storia dell’annata migliore non va iscritta in un anno in cui il FUS è stato tagliato del 20% ma in 4 anni in cui è stato sventrato. La cosa ha generato una rezione che, unita a provvedimenti che i produttori giudicano migliori del FUS come il tax credit e il tax shelter, non solo hanno aiutato ma hanno (sempre nelle parole dei produttori) invogliato le produzioni a spendere di più. Inoltre se negli ultimi anni i film italiani hanno guadagnato incassi, quote e gradimento questo ha fatto si che ci sia stato in quest’ultimo anno più coraggio, più investimenti oculati e quindi più successo.

  3. paolo
    Posted 1 giugno 2011 at 13:13 | Permalink | Rispondi

    @_M_: Credo che la scelta del film sia dovuta anche alla possibilità di avere come ospite del festival Franco Nero, che da quelle parti è molto conosciuto. In ogni caso l’accoppiata Deodato/Petri mi intriga e non mi sembra del tutto campata per aria…

    @gparker: Dove li trovi i dati sulle uscite? Non è una domanda retorica, è che proprio faccio fatica a ricostruirli… Non so, la mia impressione è che 140 film siano veramente troppi e che disperdano in un numero eccessivo di piccole imprese la capacità produttiva che pure c’è. Ma magari mi sbaglio.
    Per quanto riguarda il FUS direi che cogli il punto meglio di me. Quello che volevo suggerire è che:
    a) aver tagliato il FUS (averlo sventrato negli ultimi anni,come scrivi tu) non ha significato la morte del cinema italiano, come molti pronosticavano;
    b) il sogno alla Brunetta (Renato, ovviamente) di una produzione che faccia totalmente a meno di sostegni statali è praticamente una boutade elettorale;
    c) esistono e possono esistere forme di sostegno alla cultura molto migliori (meno indiscriminate, meno discrezionali, meno elefantiache) del FUS.Il tax credit ne è un buon esempio.
    Il che secondo me non significa che tutto va proprio benissimo, perché vorrei capire bene (ad esempio) quanto producono le Film Commission regionali o gli enti analoghi, e soprattutto come producono (con quanti soldi, con quali criteri, con quali quote di intervento…). Anche qui, ovviamente se hai indicazioni o suggerimenti, te ne sono molto molto grato.

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